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Leporano

Batteria Cattaneo, nessuna vendita

L'assessore Zagaria prova a fare chiarezza dopo le ultime polemiche

Vincenzo Zagaria

Vincenzo Zagaria

La presunta “vendita” della Batteria Cattaneo non è mai esistita. A ribadirlo con fermezza è l’assessore ai Lavori Pubblici di Leporano, Vincenzo Zagaria, intervenuto per riportare la giusta luce in un dibattito acceso da un post apparso sui social. Un’uscita questa che, secondo sempre l’assessore, poggia su “Un’affermazione priva di fondamento” e su “Una confusione terminologica tanto semplice quanto grave”. Al centro della polemica ci sarebbe il documento propedeutico al bilancio di previsione, nel quale si parlava di “valorizzazione” della ex Batteria Cattaneo, non di “alienazione”. Due termini che, nel linguaggio amministrativo, hanno significati opposti.

“Non è mai stata prevista alcuna vendita dell’immobile, recentemente riqualificato e adibito ad asilo nido”, ha avuto modo di precisare Zagaria. La valorizzazione, infatti, consiste nel rendere un bene produttivo attraverso concessione, gestione o locazione, mantenendone però la piena proprietà pubblica. Un chiarimento necessario, a suo dire, soprattutto alla luce dei costi sempre più elevati legati alla gestione del patrimonio immobiliare comunale. “Le spese sono consistenti e spesso le entrate non coprono neppure un terzo dei costi sostenuti”, ha osservato nell’occasione l’assessore. Da qui la valutazione di una concessione che potesse garantire entrate certe per l’Ente, risorse da reinvestire sul territorio, magari in nuovi interventi di riqualificazione. Nello specifico il percorso prevedeva anche la nomina di un tecnico incaricato di redigere un business plan, utile a definire sostenibilità economica, prospettive di entrata e una retta stabile per le famiglie che usufruiscono dell’asilo.

L’assessore Vincenzo Zagaria interviene anche su un altro tema evocato nel dibattito: Palazzo Lipari. Anche qui l’amministratore comunale ha avuto modo di ribadire che il palazzo: ”È un bene sottoposto a tutela dei Beni Culturali e quindi non alienabile. L’acquisizione, inoltre, è stata possibile grazie a un finanziamento comunale di importo inferiore ai 400 mila euro, elemento che smentisce qualsiasi ipotesi di operazioni poco trasparenti”. Per l’assessore quindi, nel corso della polemica sorta, sembra prioritario evitare che imprecisioni o interpretazioni distorte alimentino confusione nell’opinione pubblica. “Non sono abituato a mistificare i fatti e ritengo doveroso ristabilire la verità”, afferma infine Zagaria, rivendicando una gestione del patrimonio pubblico in modo sostenibile, senza rinunciare alla sua natura collettiva.

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