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Hiab, via libera al progetto Coseco. Svolta per i 45 lavoratori in esubero

Annunciato il piano per ricollocare tutti i dipendenti. La nuova azienda subentrante è pronta a presentare il progetto industriale

Hiab di Statte

Hiab di Statte

TARANTO - Segnali incoraggianti arrivano dal confronto convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Hiab, relativa allo stabilimento di Statte. All’incontro, cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali, sono intervenuti l’assessore regionale allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio e il presidente della task force Occupazione Leo Caroli.

La crisi, scaturita dalla progressiva dismissione dello storico sito produttivo specializzato nella realizzazione di gru e attrezzature per il sollevamento, aveva comportato il ricorso agli ammortizzatori sociali e sollevato forti timori per il futuro occupazionale e industriale dell’area.

Nel corso della riunione è stato annunciato l’avvio del percorso di reindustrializzazione dello stabilimento tarantino. L’obiettivo dichiarato è la ricollocazione di tutti i 45 lavoratori Hiab ancora in esubero, passaggio ritenuto centrale per garantire continuità produttiva e salvaguardia dei posti di lavoro.

Secondo quanto riferito dall’assessore Di Sciascio, il nuovo soggetto industriale individuato è Coseco, azienda pugliese che subentrerà nella gestione del sito. Il progetto sarà formalizzato nelle prossime settimane con la presentazione al Mimit di un piano industriale candidabile alle misure regionali di sostegno.

Previsti anche approfondimenti tecnici sui percorsi di formazione che l’azienda intende attivare, finalizzati alla riqualificazione professionale del personale. Il piano punta su innovazione, ricerca e aggiornamento continuo delle competenze, elementi indicati come fondamentali per consolidare la ripartenza produttiva.

Per Leo Caroli, presidente del Sepac, l’operazione rappresenta un esempio positivo di rilancio in un territorio segnato da difficoltà occupazionali, capace di offrire una prospettiva di fiducia anche ad altri lavoratori coinvolti in processi di dismissione industriale nella regione.

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