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L'intervista

Taranto sempre più anziana, servizi sociali in prima linea tra assistenza e inclusione

L’assessore Sabrina Lincesso illustra la rete di interventi per circa 900 over 65. Centri di aggregazione, assistenza domiciliare e ipotesi mini-appartamenti contro solitudine e disagio

Sabrina Lincesso

Sabrina Lincesso

TARANTO - Con i giovani che ogni anno, sempre numerosi, vanno via per motivi di studio o di lavoro, Taranto registra una popolazione di anziani in particolare aumento di cui molti in condizioni di disagio per motivi economici o per la solitudine. Per questo motivo è destinata a diventare sempre più significativa l’azione dell’assessorato ai Servizi sociali che, però, è perennemente soggetto alla spada di Damocle dei tagli nei bilanci dell’ente locale. E non è problema da poco in quanto tutti prima o poi saremo chiamati a sopportare le conseguenze della vecchiaia.

L’assessore ai servizi sociali, Sabrina Lincesso, ha parlato dell’impegno dell’amministrazione comunale nel garantire una presa in carico globale della popolazione di questa fascia d’età.

“Ormai da tempo il Comune ha attivato una rete articolata di interventi e servizi rivolti agli anziani, con l’obiettivo di promuovere l’invecchiamento attivo, sostenere la domiciliarità e garantire inclusione sociale e qualità della vita, promuovendo inoltre l’inclusione sociale, il benessere psicofisico e la permanenza nel proprio domicilio, in un’ottica di welfare di prossimità e tutela della dignità della persona – dice –. In tutto questo è di particolare rilevanza l’impegno per le attività di socializzazione nel tempo libero, soprattutto per quanti sono liberi dagli impegni verso i figli, una volta resisi autonomi e andati via da casa. Per questa esigenza ci sono i Centri di aggregazione sociale, ubicati in piazza Catanzaro (Solito Corvisea), piazza Grassi (Paolo VI) e via Lago di Varano (Salinella), che rappresentano luoghi fondamentali di incontro, socializzazione e partecipazione attiva per circa novecento anziani per i quali i nostri animatori approntano un variegato programma di attività ricreative, culturali e occasioni di socialità, tra cui anche la possibilità di accedere ad abbonamenti teatrali, favorendo la partecipazione alla vita culturale cittadina”.

Inoltre nell’ambito della promozione della salute e del benessere psicofisico, a circa novanta anziani che frequentano i Centri di aggregazione sociale è offerta la possibilità di usufruire gratuitamente della piscina comunale “Mediterraneo Village”, contribuendo a migliorare la salute fisica, favorire uno stile di vita attivo oltre a prevenire, anche in questo caso, l’isolamento sociale.

L’assessore non esclude la possibilità, se si verificheranno i presupposti, soprattutto dal punto di vista delle risorse finanziarie, di aprire centri in altri quartieri, collaborando inoltre con simili realtà attivi nelle parrocchie e associazioni.

Particolare attenzione viene ovviamente rivolta a coloro che, avanti negli anni, vivono fragilità di varia natura. “Abbiamo per esempio il Servizio di assistenza domiciliare (Sad) che consiste in interventi a domicilio, per sostenere l’anziano nelle attività quotidiane, come l’igiene personale, il supporto domestico e la cura della persona, consentendo di mantenere il più possibile l’autonomia e la permanenza nell’ambiente familiare – dice l’assessore –. Invece l’Assistenza domiciliare integrata (Adi) intende migliorare la qualità della vita degli non autosufficienti o fragili, evitando loro ricoveri non necessari mediante prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative e socio assistenziali attraverso un piano personalizzato definito da un’équipe multidisciplinare. Infine, sempre per anziani in condizioni di fragilità o di solitudine, è attivo il servizio di erogazione domiciliare di pasti caldi per un adeguato supporto nutrizionale e consentire la permanenza nella propria abitazione”.

E a proposito di abitazione, sono sempre più numerosi gli anziani ai quali la pensione non sempre consente di far fronte all’affitto, costringendo così a vivere quasi in povertà oppure, nella migliore delle ipotesi, alla non sempre facile coabitazione con i figli. Per questo anche nella nostra città si sta pensando, come già avviene altrove, alla possibilità di realizzare complessi abitativi consistenti in miniappartamenti riservati proprio agli anziani in tali condizioni, consentendo loro di pagare fitti contenuti e di uscire dall’isolamento grazie alla vicinanza e alla solidarietà con i pari età e usufruire più agevolmente di servizi erogati appositamente per loro dall’ente locale.

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