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Taranto

Ex Ilva, l’arcivescovo mons. Miniero: basta sacrifici senza benefici

Il messaggio di cordoglio per la morte di Loris Costantino richiama la città a non rassegnarsi e a trovare il coraggio di cambiare strada

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Monsignor Ciro Miniero

TARANTO - Un nuovo lutto scuote la comunità ionica dopo il tragico incidente avvenuto nello stabilimento siderurgico. L’arcivescovo di Taranto, monsignor Ciro Miniero, ha affidato a una nota il proprio messaggio di cordoglio per la morte di Loris Costantino, richiamando il precedente decesso di Claudio Salamida, avvenuto poche settimane fa.

Nel suo intervento, il presule sottolinea come la città si trovi ancora una volta a fare i conti con una tragedia sul lavoro, maturata in circostanze simili e nella stessa azienda. Una sequenza di morti che, secondo l’arcivescovo, si inserisce in una continuità drammatica che non può lasciare indifferenti.

Monsignor Miniero evidenzia la necessità di avere il coraggio di interrompere un percorso che ha comportato sacrifici estremi senza produrre benefici concreti, né sotto il profilo economico né sotto quello sociale. Parole che esprimono un giudizio netto sulla situazione vissuta dal territorio.

Nel suo messaggio, l’arcivescovo descrive una città colpita e scossa, ma non rassegnata. A suo dire, nei cuori dei tarantini resta acceso un segno di speranza che, come guida pastorale, sente il dovere di alimentare, pur nella consapevolezza delle difficoltà generate da decenni di scelte subite e di condizioni di subalternità che non hanno tenuto in adeguata considerazione i bisogni essenziali della comunità.

Un intervento che unisce dolore e richiamo alla responsabilità, in un momento in cui la città si interroga ancora una volta sul prezzo pagato in termini di vite umane.

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