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Taranto

Di Santo: "Dopo il decreto del Tribunale di Milano è indispensabile la nazionalizzazione ex Ilva"

La dirigente nazionale Psi-Avanti indica l’intervento pubblico come unica strada per tutelare lavoro, crediti dell’indotto e investimenti ambientali dopo lo stop fissato al 24 agosto

Laura Di Santo

Laura Di Santo

TARANTO - Un provvedimento del Tribunale di Milano, datato 25-02-2026, fissa un limite temporale all’attività dell’intera area industriale di Taranto, stabilendone l’operatività fino al 24 agosto 2026. Parte da questo dato Laura Di Santo, componente della segreteria nazionale del Psi – Avanti, per analizzare gli effetti della decisione giudiziaria.

Secondo Di Santo, il decreto mette in forte difficoltà un comparto definito storico per la città, con ripercussioni che coinvolgerebbero migliaia di lavoratrici e lavoratori, i loro redditi e i contributi, oltre a incidere su centinaia di milioni di euro di crediti vantati dalle piccole e medie imprese dell’indotto tarantino.

Nella sua ricostruzione, l’esponente socialista attribuisce la situazione a quella che definisce una mancata azione governativa in una fase particolarmente delicata per il territorio. Viene contestata l’assenza di una strategia strutturale sulla cosiddetta vertenza Taranto e si fa riferimento a una presunta indifferenza dei parlamentari tarantini eletti nel centrodestra rispetto alle principali criticità della città.

Di Santo individua tra le cause del provvedimento del giudice milanese un errore contenuto nell’AIA del 2025, ritenuto determinante insieme a quella che viene definita un’incapacità dell’esecutivo di far rispettare le prescrizioni agli interlocutori industriali privati. Nella nota si sottolinea inoltre come Comune, Provincia e Regione avessero espresso perplessità sulle scelte governative, ritenute contraddittorie e prive di chiarezza.

Come possibile via d’uscita, la dirigente del Psi indica la nazionalizzazione dell’impianto, accompagnata da consistenti finanziamenti pubblici finalizzati alla tutela dell’occupazione, alla salvaguardia dei crediti delle aziende dell’indotto e alla realizzazione di investimenti ambientali necessari per il territorio.

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