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Taranto

Ex Ilva, "Dal ministro Urso una gestione fallimentare. Ora tocca alla Meloni"

Il segretario generale della Fiom Michele De Palma accusa il governo di non aver rispettato gli impegni presi con i sindacati e chiede l’intervento diretto della presidente del Consiglio per garantire futuro a occupazione, decarbonizzazione e produzione siderurgica

Adolfo Urso

Adolfo Urso

TARANTO - La vertenza legata all’ex Ilva continua ad essere al centro dello scontro politico e sindacale. A puntare il dito contro l’esecutivo è Michele De Palma, segretario generale della Fiom Cgil, che parla apertamente di gestione fallimentare di una crisi considerata strategica per il Paese.

Le dichiarazioni sono arrivate a Roma, a margine della manifestazione organizzata contro il Ddl Bongiorno. Secondo De Palma, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, avrebbe scelto di assumere su di sé l’intera conduzione del dossier, salvo poi attribuire le difficoltà attuali alla magistratura. Una ricostruzione che il leader sindacale respinge con decisione.

Per la Fiom, le criticità non si esauriscono negli sviluppi giudiziari, ma affondano le radici nel mancato rispetto degli accordi definiti in precedenza con le organizzazioni sindacali. “In tutto questo tempo non è stato realizzato nulla di quanto concordato”, è la sostanza dell’accusa mossa da De Palma, che contesta inoltre la scelta del ministro di proseguire autonomamente dopo il venir meno dell’intesa.

Il segretario generale della Fiom chiama ora in causa direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A suo giudizio, di fronte a quella che definisce una gestione fallimentare della vicenda, è necessario un cambio di passo. La richiesta è quella di convocare un confronto a Palazzo Chigi con sindacati e sistema delle imprese, con l’obiettivo di delineare un percorso chiaro.

Al centro del confronto dovranno esserci tre nodi ritenuti decisivi: decarbonizzazione, tutela dell’occupazione e continuità della produzione siderurgica nazionale. Per la Fiom, solo attraverso un impegno condiviso e un tavolo istituzionale ad alto livello sarà possibile garantire un futuro certo a un comparto che rappresenta un pilastro dell’industria italiana.

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