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Giochi del Mediterraneo
28 Febbraio 2026 - 06:30
Massimo Ferrarese
TARANTO - Una corsa contro il tempo per consegnare alla città impianti moderni e competitivi, ma anche una visione che va oltre l’evento sportivo. Massimo Ferrarese, presidente del Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo, descrive così il lavoro di questi mesi, stretto tra cronoprogrammi serrati e una prospettiva che punta al futuro.
«Stiamo lavorando su 2 binari paralleli», spiega. «Da un lato c’è la realizzazione delle opere nei tempi stabiliti, dall’altro la necessità di fare in modo che tutto ciò che stiamo costruendo non si esaurisca con la cerimonia di chiusura».
Nei giorni scorsi il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha effettuato un sopralluogo a Taranto per verificare lo stato di avanzamento dei cantieri. Un passaggio atteso, che secondo Ferrarese ha dato riscontri positivi. «Il ministro ha potuto constatare che il cronoprogramma è rispettato. Ma soprattutto – sottolinea il Commissario - ha ribadito un concetto che condivido pienamente: la vera scommessa è trasformare questi impianti in un’occasione concreta di sviluppo per la città».
Ferrarese chiarisce che il mandato ricevuto è quello di realizzare le strutture sportive necessarie ai Giochi. «Formalmente il mio compito è questo», ammette. «Ma da imprenditore e da uomo di questo territorio sento la responsabilità di andare oltre. Non possiamo permetterci che queste opere diventino cattedrali nel deserto».
Da qui l’idea di promuovere la costituzione di una Fondazione con l’obiettivo di accompagnare la fase successiva ai Giochi. «Vogliamo creare uno strumento che garantisca continuità gestionale e programmazione. Gli impianti devono vivere, produrre attività, attrarre eventi e generare economia anche negli anni a venire».
L’esempio che Ferrarese porta è quello dello stadio del nuoto, definito «un vero gioiello per il Mezzogiorno». La struttura, una volta ultimata, rappresenterà un unicum per dotazione tecnica e qualità architettonica. «Proprio per evitare che resti inutilizzata, abbiamo già affidato la gestione a un’azienda specializzata», spiega. «Non solo per assicurare il massimo livello organizzativo durante le competizioni dei Giochi del Mediterraneo, ma anche per i 3 mesi successivi».
Una scelta che ha un obiettivo preciso. La società incaricata accompagnerà la fase di transizione necessaria affinché, al termine dei Giochi, il Comune di Taranto possa entrare in possesso dell’impianto e procedere all’affidamento definitivo della gestione, in accordo con la Federazione Nuoto. «Stiamo costruendo un percorso ordinato», evidenzia Ferrarese. «Non vogliamo lasciare vuoti o incertezze».
Il modello, aggiunge, potrebbe essere replicato anche per altre strutture che oggi non hanno ancora un destino definito. «Dove non esiste già un futuro garantito, stiamo pensando a soluzioni analoghe. L’obiettivo è che ogni impianto abbia una funzione chiara, sostenibile e integrata nel tessuto cittadino».
Nel racconto del presidente emerge una convinzione netta: i Giochi rappresentano un punto di partenza. «Quando le opere saranno completate, Taranto si troverà ai vertici del panorama italiano per dotazione strutturale», afferma. «Ma la vera vittoria sarà se queste infrastrutture diventeranno un volano permanente di crescita economica, sociale e sportiva».
Ferrarese parla di un’occasione storica. «Abbiamo il dovere di non sprecarla. Gli impianti non devono essere soltanto il simbolo di un grande evento, ma lo strumento per costruire opportunità per i giovani, attrarre competizioni nazionali e internazionali, generare indotto e rafforzare l’identità sportiva della città».
Intanto l’attenzione si concentra anche sui prossimi appuntamenti istituzionali. Lunedì 2 marzo alle 11.30, nel Castello Aragonese, il ministro Andrea Abodi tornerà a Taranto per partecipare alla presentazione del Look of the Games dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. Sono previste le presenze anche del Ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, il Presidente della Regione Antonio Decaro e il Sindaco di Taranto Piero Bitetti. Sarà il momento in cui verrà svelata l’identità visiva che accompagnerà l’evento e racconterà lo spirito di Taranto 2026, un ulteriore tassello nel percorso che punta a lasciare alla città non solo infrastrutture, ma una nuova immagine e una prospettiva di futuro.
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