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Taranto

Ex Ilva e Rigassificatore, “Sulla salute servivano atti concreti”

Il Gruppo Territoriale contesta l’assenza di iniziative comunali su Aia e progetto del gas dopo la decisione del Tribunale di Milano che ha sospeso l’area a caldo del siderurgico

Ex Ilva

Ex Ilva

TARANTO - La sospensione dell’area a caldo dell’ex Ilva disposta dal Tribunale civile di Milano su ricorso di alcuni residenti tiene banco in città. Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Taranto, su proposta degli avvocati Fabrizio Serrano e Federica Serio, interviene sostenendo che la decisione dei giudici affermi un principio chiaro, secondo cui in presenza di rischi attuali per la salute la tutela sanitaria e ambientale deve prevalere sugli interessi produttivi.

Alla luce del provvedimento, gli esponenti pentastellati puntano l’attenzione sull’operato dell’Amministrazione comunale, ritenendo che su questioni decisive non siano state assunte posizioni incisive. In particolare, viene richiamata la fase del rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, durante la quale il Comune non avrebbe espresso contrarietà in sede di Conferenza dei Servizi.

Secondo il Movimento, successivamente non sarebbe stato presentato alcun ricorso al TAR contro l’AIA né vi sarebbe stato un intervento nel giudizio promosso da associazioni territoriali e da alcuni iscritti al M5S. Una scelta che, a loro avviso, avrebbe privato la città di un presidio istituzionale su un tema direttamente collegato alla salute pubblica.

Analoga valutazione viene espressa rispetto al progetto del rigassificatore. Il Gruppo Territoriale evidenzia l’assenza di una opposizione formale e strutturata da parte dell’Ente, nonostante nel dibattito tecnico e pubblico fossero emerse criticità di natura ambientale e legate alla sicurezza. Criticità che, si sottolinea nel comunicato, hanno condotto il Ministro dell’Ambiente a interrompere l’iter autorizzativo.

Il Movimento ricorda inoltre l’impegno degli attivisti che hanno raccolto oltre 10.000 firme contro l’AIA, sostenuto economicamente ricorsi davanti alle autorità giudiziarie e organizzato presidi contro il rigassificatore in tutta la provincia. In questo quadro, viene contestato al Comune di non aver esercitato fino in fondo le proprie prerogative e i poteri amministrativi, anche alla luce degli impegni assunti in campagna elettorale.

Nel documento si afferma che la tutela della salute non può limitarsi a dichiarazioni formali ma richiede atti amministrativi puntuali, ricorsi tempestivi e scelte coerenti. Il Gruppo Territoriale conclude sostenendo che Taranto necessita di un’Amministrazione capace di utilizzare tutti gli strumenti giuridici disponibili per difendere il diritto costituzionale alla salute e a un ambiente salubre.

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