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Taranto

Lido Azzurro in piazza contro il rigassificatore

I residenti consegnano al sindaco il Manifesto del quartiere. “Basta sacrifici, vogliamo servizi, sicurezza e un futuro diverso per i nostri figli”

Lido Azzurro in piazza contro il rigassificatore

Lido Azzurro in piazza contro il rigassificatore

TARANTO - Si sono presentati davanti a Palazzo di Città come avevano annunciato. I residenti di Lido Azzurro hanno consegnato al sindaco di Taranto il Manifesto dei Cittadini, un documento che raccoglie timori, richieste e rivendicazioni contro il progetto del rigassificatore previsto sul molo polisettoriale.

Al centro della protesta c’è la collocazione dell’impianto, definito dai residenti il più grande d’Italia, a ridosso delle abitazioni e della spiaggia frequentata quotidianamente dalle famiglie del quartiere. I cittadini parlano di una scelta che li costringerebbe a convivere con un impianto classificato dalla normativa europea come a Rischio di Incidente Rilevante, sottolineando che non si tratta di allarmismo ma di una definizione tecnica ufficiale.

Nel Manifesto viene evidenziata una paura definita concreta e documentata, maturata in una città che, secondo i residenti, ha già pagato un prezzo altissimo in termini di salute e ambiente per la presenza della grande industria. Lido Azzurro viene descritto come un quartiere nato per offrire alle famiglie un luogo lontano dall’area industriale, costruito nel tempo da lavoratori che avevano investito nel sogno di un’oasi fuori dall’inquinamento.

Tra le rivendicazioni non c’è soltanto il no al rigassificatore. I residenti denunciano anni di carenze infrastrutturali, dall’assenza di una rete fognaria completa alla mancanza di servizi essenziali, passando per strade dissestate e manutenzioni sporadiche della spiaggia. Un territorio che, sostengono, sarebbe stato ignorato per decenni e che oggi tornerebbe al centro dell’attenzione solo per ospitare una nuova infrastruttura industriale.

Nel documento viene sollevata anche una questione identitaria. Taranto, candidata a Capitale del Mare, non può trasformarsi, secondo il Coordinamento, nella capitale del gas. Il mare di Lido Azzurro viene definito patrimonio di tutta la città e non solo del quartiere.

I cittadini chiedono un impegno pubblico e chiaro dell’amministrazione, rivendicando il diritto a non subire ulteriori sacrifici senza aver ricevuto in cambio servizi, tutele e dignità. Al sindaco è stato chiesto un passo deciso e inequivocabile sulla vicenda.

Nel frattempo è stato costituito il Coordinamento Cittadino di Lido Azzurro, che annuncia l’intenzione di utilizzare ogni strumento legittimo per opporsi al progetto. La mobilitazione, assicurano i residenti, proseguirà con l’obiettivo di far valere le ragioni di una comunità che si sente direttamente coinvolta e che non intende più restare in silenzio.

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