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Taranto

Amianto ex Ilva, sindacati chiedono risposte alla Regione

Nulla di fatto dopo le audizioni di gennaio 2025. Cgil, Cisl e Uil sollecitano Decaro e le Commissioni su benefici previdenziali e sorveglianza sanitaria

Amianto e lavoro

Amianto e lavoro

TARANTO - Nessun passo avanti sulle richieste relative all’estensione dei benefici previdenziali per l’esposizione all’amianto e ad altre sostanze cancerogene, con particolare riferimento ai lavoratori ex Ilva di Taranto. È quanto denunciano Cgil, Cisl e Uil insieme alle segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm, che tornano a sollecitare un intervento istituzionale.

Le proposte erano state presentate nel corso delle audizioni svoltesi nel gennaio 2025 davanti alla Commissione Sanità e alla III Commissione del Consiglio regionale pugliese. Tra le richieste avanzate figuravano pensione anticipata per i lavoratori esposti, l’avvio di un monitoraggio biologico sistematico, la mappatura dell’amianto all’interno dello stabilimento siderurgico e l’apertura di un tavolo ministeriale con il coinvolgimento della Regione e degli enti locali.

Secondo le organizzazioni sindacali, il presidente pro tempore si era impegnato ad attivare un tavolo permanente di confronto che, tuttavia, non si sarebbe mai concretamente insediato. Oggi, sostengono CGIL CISL UIL, il nuovo presidente avrebbe l’opportunità di fornire risposte attese da anni su una questione che non riguarda solo il passato ma rappresenta ancora un’emergenza sanitaria attuale.

I sindacati evidenziano che molti lavoratori continuano a confrontarsi con patologie legate a esposizioni avvenute decenni fa e, in alcuni casi, restano esposti ad altre sostanze cancerogene. Per questo chiedono formalmente al presidente della Regione Antonio Decaro e ai presidenti delle Commissioni Sanità e Lavoro del Consiglio regionale una convocazione urgente per rilanciare il tavolo permanente.

Tra le richieste vi è anche l’avvio immediato di una campagna di sorveglianza sanitaria per i lavoratori ex Ilva e dell’indotto, attraverso la ASL, oltre alla definizione di un protocollo regionale per la mappatura e lo smaltimento dell’amianto a partire dal sito siderurgico tarantino.

Per CGIL CISL UIL, ai lavoratori dell’area ionica che hanno contribuito allo sviluppo industriale del Paese devono essere riconosciuti i benefici previsti per l’esposizione all’amianto, come già avvenuto in passato. Alle istituzioni, concludono, spetta ora il compito di fornire risposte concrete e non più rinviabili.

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