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Gioia del Colle

Sofinter, incertezza dopo lo stop alla cessione. Sempre in bilico i 122 lavoratori

Nuovo confronto al Mimit sulla vertenza AC Boilers. Il Ministero punta a una soluzione entro marzo, M5S critica l’esito dell’incontro

Una delle manifestazioni sindacali per la vertenza Boilers davanti alla Presidenza della Regione a Bari

Una delle manifestazioni sindacali per la vertenza Boilers davanti alla Presidenza della Regione a Bari

GIOIA DEL COLLE – Si riapre il confronto sulla vertenza Sofinter dopo il mancato perfezionamento dell’accordo per la cessione dello stabilimento AC Boilers di Gioia del Colle alla società AZ Impianti. Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è tenuto un nuovo tavolo per fare il punto sulla situazione dell’azienda, specializzata nella produzione di caldaie per impianti di generazione di energia elettrica.

Nel corso dell’incontro, la società, attualmente in composizione negoziata della crisi, ha evidenziato come il venir meno dell’intesa abbia aggravato il quadro industriale e occupazionale. L’operazione avrebbe dovuto rappresentare una prospettiva di rilancio per il sito pugliese e garantire continuità ai 122 lavoratori coinvolti, oggi in cassa integrazione. La mancata chiusura dell’accordo ha invece determinato una fase di forte incertezza per lo stabilimento e per il territorio.

Il Mimit ha assicurato la propria disponibilità a sostenere le parti nella ricerca di una soluzione che consenta di riattivare il sito produttivo, tutelare i livelli occupazionali e valorizzare le competenze presenti. Il tavolo sarà riconvocato non appena emergeranno novità concrete.

All’esito dell’incontro sono intervenuti anche il senatore Mario Turco e la deputata Patty L'Abbate, che hanno espresso insoddisfazione per l’andamento della riunione. I due parlamentari del Movimento 5 Stelle, firmatari di diverse interpellanze sulla vertenza e presenti al tavolo ministeriale, hanno parlato di indicazioni ritenute generiche da parte del Governo, che avrebbe annunciato nuove interlocuzioni con potenziali soggetti interessati al sito e prospettato la possibilità di individuare una soluzione entro marzo.

Secondo Turco e L’Abbate, l’incontro non avrebbe prodotto risultati concreti, lasciando in sospeso il destino dei dipendenti e delle loro famiglie. I due esponenti pentastellati hanno richiamato la mobilitazione dei lavoratori, giunti a Roma con 2 pullman e in attesa di risposte al termine del tavolo.

I parlamentari hanno assicurato che continueranno a seguire la vicenda nelle sedi istituzionali e sul territorio, sottolineando la strategicità dello stabilimento AC Boilers per l’occupazione in un’area che, nel raggio di 15 chilometri, vive contemporaneamente 2 crisi industriali ancora aperte. L’auspicio espresso è che si arrivi a una soluzione definitiva capace di garantire il rilancio produttivo e la salvaguardia dei posti di lavoro.

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