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Taranto

Bonifiche e bioeconomia, Patto per l’Ecogiustizia e Commissario Uricchio tracciano la rotta

Dall’uso di alghe e fitodepurazione al monitoraggio satellitare del Sin. Entro fine marzo la relazione sullo stato degli interventi

Ecogiustizia, confronto in Prefettura su bonifiche e futuro del territorio

Ecogiustizia, confronto in Prefettura su bonifiche e futuro del territorio

TARANTO - Un confronto definito costruttivo e operativo quello che si è svolto nei giorni scorsi tra le associazioni aderenti al Patto di comunità per l’Ecogiustizia e il Commissario straordinario alle Bonifiche, Vito Felice Uricchio. Al centro dell’incontro lo stato di avanzamento degli interventi ambientali e le prospettive di sviluppo legate alla trasformazione di Taranto in un laboratorio di bioeconomia.

Secondo quanto riferito dal Patto, il dialogo ha rafforzato un modello di monitoraggio partecipato, fondato su trasparenza, condivisione e basi scientifiche, con l’obiettivo di seguire passo dopo passo le attività di risanamento.

Particolare attenzione è stata dedicata al recupero del Mar Piccolo. Il Commissario ha illustrato un sistema di filtrazione attiva basato su macro e microalghe, capaci di assorbire nutrienti e metalli pesanti. Le alghe, una volta raccolte, potranno essere destinate alla produzione di biocarburanti, trasformando un materiale potenzialmente di scarto in risorsa economica a sostegno delle bonifiche.

Gli ultimi studi avrebbero inoltre confermato che i mitili trasferiti nel Mar Grande o nel secondo seno del Mar Piccolo sono in grado di autodepurarsi in circa 1 mese. Un dato che potrebbe aprire alla revisione dell’ordinanza che disciplina la mitilicoltura nel primo seno, con possibili ricadute positive per il comparto.

Sul fronte delle filiere verdi è stato presentato il progetto MITICA dedicato alla mitilicoltura integrata e alla capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. Ampio spazio anche alla fitodepurazione dei suoli mediante l’impiego di specie vegetali come pioppo e canapa. Oltre alla bonifica, queste colture potrebbero generare una filiera locale per imballaggi bio, per il cosiddetto vetro di legno traspirante e isolante, per la produzione di calcecanapa in edilizia e per oli destinati alla concia metal free delle pelli. Secondo quanto evidenziato, si tratta di attività con costi iniziali contenuti che potrebbero favorire la nascita di piccole imprese sul territorio.

Tra i temi affrontati anche il monitoraggio satellitare dei siti contaminati del SIN. Grazie alla collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, la struttura commissariale potrà utilizzare sensori iperspettrali e radar ad apertura sintetica per una mappatura dettagliata degli inquinanti. Parallelamente prosegue il percorso verso la deperimetrazione dal SIN di aree risultate non contaminate, che potranno tornare nella disponibilità della collettività dopo ulteriori verifiche.

Non sono mancati riferimenti agli aspetti sociali. Per il quartiere Tamburi è stato confermato il recupero dell’impianto sportivo Atleti Azzurri d’Italia, con l’intenzione di sviluppare una coprogettazione che lo trasformi in presidio di aggregazione. Sul piano della legalità e del lavoro, associazioni e Commissario hanno condiviso la necessità di coniugare contrasto al degrado e creazione di opportunità occupazionali, in particolare nell’Area Vasta e nel Mar Piccolo.

L’incontro si è concluso con l’indicazione delle prossime tappe. Entro fine marzo è attesa la Relazione informativa sullo stato di attuazione degli interventi. Si guarda inoltre alla pubblicazione dell’avviso JTF per il progetto Filiere Verdi e alla definizione delle procedure per il progetto Sea Hub, che prevede interventi di riqualificazione nell’Arco Nord del secondo seno del Mar Piccolo. Il cosiddetto Modello Taranto punta anche a una dimensione europea attraverso la partecipazione a un progetto Horizon per esportare le tecniche di bonifica sviluppate in città anche nei territori ucraini colpiti dal conflitto.

Tra le prospettive evidenziate figura anche il corso in Biorisanamento promosso dall’ITS Academy Biotech for Life, nato dalla collaborazione tra Commissario, Università di Bari e CNR. L’iniziativa, gratuita, mira a formare competenze specialistiche nel campo delle biotecnologie ambientali, con ricadute occupazionali in ambito locale, nazionale e internazionale.

I rappresentanti del Patto hanno definito l’incontro un passaggio verso una fase più operativa, annunciando la prosecuzione di un monitoraggio costante e ribadendo l’apertura al dialogo riscontrata da parte del Commissario Uricchio nel percorso di rinascita del territorio.

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