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Taranto

Ecogiustizia, confronto in Prefettura su bonifiche e futuro del territorio

La Struttura Commissariale presenta il cronoprogramma degli interventi al Patto di comunità. Uricchio: “Rigenerazione autenticamente corale”

Ecogiustizia, confronto in Prefettura su bonifiche e futuro del territorio

Ecogiustizia, confronto in Prefettura su bonifiche e futuro del territorio

TARANTO - Un confronto istituzionale durato oltre 2 ore, nella sala riunioni della Prefettura, ha riunito la Struttura Commissariale e i rappresentanti del Patto di comunità per l’Ecogiustizia di Taranto, a poco più di 1 anno dalla sua costituzione. Un momento definito di alto valore civile, nel quale è stato illustrato un aggiornato e articolato cronoprogramma degli interventi di risanamento ambientale.

L’incontro ha rappresentato un passaggio strategico per un territorio che da anni chiede risposte concrete alle criticità ambientali che ne hanno segnato la storia. Al centro del confronto, la volontà di trasformare le bonifiche in leva di rinascita ecologica, economica e sociale per l’area jonica.

La strategia presentata si sviluppa su orizzonti temporali di breve e medio periodo, con l’obiettivo di coniugare le operazioni di risanamento con un percorso di sviluppo sostenibile. In questo quadro, la Struttura Commissariale ha ribadito la scelta di operare attraverso un sistema di cooperazione istituzionale e scientifica, evitando ogni logica di isolamento decisionale.

«Desidero esprimere un sentito ringraziamento alle ventidue compagini associative che compongono il Patto per l’Ecogiustizia – ha dichiarato il Commissario Vito Felice Uricchio – il cui costante e operoso afflato collaborativo rappresenta un pilastro fondamentale nel delicato alveo delle fasi attuative della Struttura Commissariale».

Il Commissario ha sottolineato non solo il contributo delle associazioni nel monitoraggio delle azioni, ma anche la qualità degli spunti emersi nel confronto. «Si tratta di sollecitazioni lungimiranti che oltre a nobilitare il dibattito istituzionale, troveranno piena attuazione nelle realizzazioni e che approfondiremo ulteriormente nel solco dei percorsi di democrazia partecipativa magistralmente coordinati dal Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari», ha aggiunto.

Nel suo intervento Uricchio ha evidenziato come la collaborazione tra Istituzioni e società civile debba costituire la bussola dell’intero percorso, «dalla genesi progettuale sino alla definitiva realizzazione degli interventi, garantendo che l’opera di rigenerazione sia autenticamente corale e rispondente alle più alte istanze di giustizia ambientale espresse dalla comunità».

Durante l’incontro è stato inoltre delineato il concetto di “economia delle bonifiche”, un modello che punta a trasformare le operazioni di risanamento in opportunità produttive innovative. L’idea è quella di costruire filiere capaci di valorizzare le biomasse impiegate nei processi di degradazione degli inquinanti e di recuperare, secondo un approccio circolare, le sostanze estratte convertendole in materie prime riutilizzabili.

Secondo quanto illustrato, questo indirizzo potrebbe generare nuove prospettive occupazionali e rafforzare la competitività del sistema territoriale, nel segno della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Ecogiustizia, confronto in Prefettura su bonifiche e futuro del territorio

Al Patto di comunità per l’Ecogiustizia di Taranto aderiscono ACLI, Agesci, Arci, Azione Cattolica Italiana, Legambiente, Libera, Cgil, Confcommercio, Confcooperative, Wwf, Anpi, Csv Centro Servizi Volontariato Taranto, Commissione Diocesana per la Custodia del Creato, Contatto Aps, Contramianto, La Città che Vogliamo, Peacelink, Rete degli Studenti Taranto Collettivo 080, Movimento Giovanile Terra Jonica, Unicop, Associazione Culturale Marco Motolese, Centro Giustizia Pace e Integrità del Creato dei Frati Minori del Salento.

Il confronto in Prefettura segna così un ulteriore passaggio nel percorso condiviso tra istituzioni e società civile, con l’obiettivo di rendere le bonifiche non solo un obbligo ambientale, ma un progetto di rilancio complessivo per Taranto.

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