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Bat
23 Febbraio 2026 - 15:16
Un elicottero dei carabinieri - archivio
TRANI – C’è anche Trani, tra i territori interessati dalla vasta operazione antidroga denominata “Rondò”, scattata all’alba di oggi su disposizione del Gip del Tribunale di Pescara.
Un imponente dispositivo dell’Arma dei Carabinieri, composto da reparti territoriali e speciali con il supporto di un elicottero del 6° Nucleo Elicotteri di Bari, ha operato contemporaneamente tra Montesilvano, Pescara, Vasto, Trani e San Severo, dando esecuzione a 20 ordinanze di custodia cautelare. L’inchiesta è frutto della sinergia tra il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montesilvano e la Procura della Repubblica di Pescara.
Coinvolta la Bat nel traffico tra Puglia e Abruzzo
L’indagine, durata oltre 1 anno, ha consentito di smantellare un articolato traffico di cocaina ed eroina diretto in Abruzzo attraverso due distinti canali di approvvigionamento. La cocaina arrivava dal nord Italia, mentre l’eroina proveniva dal Foggiano, con particolare riferimento all’area di San Severo, da cui partivano i corrieri diretti verso il Pescarese.
Il coinvolgimento del territorio pugliese, e in particolare delle province di Foggia e Barletta Andria Trani, rappresenta un elemento centrale dell’operazione, che ha messo in luce collegamenti strutturati tra la Puglia e l’Abruzzo.
Al vertice del sodalizio criminale, secondo gli inquirenti, vi sarebbero stati 2 cittadini albanesi, stabilmente radicati a Montesilvano anche attraverso attività commerciali. I due avrebbero gestito in modo separato i traffici, uno concentrato sulla cocaina e l’altro sull’eroina, suddividendo il mercato con una struttura gerarchica composta da collaboratori e corrieri di fiducia.
Eroina dal Foggiano, prezzo fissato a 7 euro al grammo
Un ruolo determinante nel canale pugliese sarebbe stato svolto dalla moglie di uno dei principali indagati, originaria del Foggiano, che avrebbe mantenuto contatti diretti con i fornitori di eroina. I carichi, composti da chili di sostanza stupefacente, partivano da San Severo per raggiungere l’Abruzzo.
Le intercettazioni avrebbero documentato anche le modalità di definizione dei prezzi. In una conversazione captata, uno degli indagati stabiliva che il costo dell’eroina non dovesse superare 7 euro al grammo, evidenziando una logica imprenditoriale nella gestione del traffico.
Il prezzo delle sostanze veniva determinato in base alla percentuale di principio attivo e alle sostanze da taglio utilizzate. Tra queste, anche componenti destinate ad aumentare il volume dello stupefacente.
30 kg di droga sequestrati e 100 mila euro in contanti
Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati circa 30 kg tra eroina e cocaina, oltre a 100 mila euro in contanti. Rinvenute anche presse con stampi in ferro utilizzate per confezionare le panette di droga.
Durante le indagini sono state arrestate in flagranza 15 persone, tra corrieri e soggetti collegati ai due indagati principali. In alcuni casi sarebbero stati utilizzati anche soggetti incensurati e insospettabili per custodire temporaneamente la droga nelle proprie abitazioni.
Le comunicazioni tra i membri del gruppo avvenivano tramite telefoni criptati, dotati di sistemi di crittografia avanzata per evitare intercettazioni. Nonostante le difficoltà tecniche, grazie a tecnologie investigative avanzate messe a disposizione della Procura di Pescara, gli inquirenti sono riusciti a penetrare il sistema di comunicazione.
Trani tra i centri toccati dal blitz
L’operazione ha interessato complessivamente le province di Pescara, Chieti, Foggia e Barletta Andria Trani, con un intervento eseguito nel territorio di Trani, a conferma del radicamento e della ramificazione del traffico anche nel nord barese.
Secondo quanto ricostruito, Montesilvano avrebbe rappresentato la cabina di regia dell’organizzazione, ma il flusso di droga coinvolgeva direttamente la Puglia, snodo fondamentale per l’approvvigionamento dell’eroina destinata al mercato abruzzese.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pescara, prosegue per definire ulteriori responsabilità e ricostruire nel dettaglio tutti i passaggi della rete criminale disarticolata con l’operazione “Rondò”.
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