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La commemorazione

Brindisi ricorda De Falco e Sottile, il sacrificio che cambiò la lotta al contrabbando

Nel giorno dell’anniversario il deputato Mauro D’Attis rende omaggio ai finanzieri uccisi. Da quella tragedia nacque l’operazione Primavera che portò a 537 arresti e al sequestro di 32000 tonnellate di sigarette

In alto l'on. Mauro D'Attis, sotto Alberto De Falco e Antonio Sottile

In alto l'on. Mauro D'Attis, sotto Alberto De Falco e Antonio Sottile

BRINDISI - Il ricordo di Alberto De Falco e Antonio Sottile torna a farsi vivo nel giorno dell’anniversario del loro sacrificio. A commemorare i due finanzieri è stato il deputato e segretario regionale di Forza Italia Puglia Mauro D’Attis, che sui social ha sottolineato come “il pensiero si ferma su due servitori dello Stato che hanno compiuto fino in fondo il proprio dovere, pagando il prezzo più alto”.

Con loro, quella notte, c’erano anche Edoardo Roscica e Sandro Marras, rimasti gravemente feriti e testimoni diretti di uno degli episodi più drammatici nella storia della lotta al contrabbando in Puglia. “Quel sacrificio non fu vano”, scrive D’Attis, ricordando come proprio da quella tragedia lo Stato avviò una risposta decisa contro la criminalità organizzata.

Lo scontro sulla statale 379

I fatti si consumarono lungo la strada statale 379 che collega Brindisi a Bari. I finanzieri erano impegnati in un servizio di pattuglia quando incrociarono un’autocolonna di fuoristrada blindati utilizzati dai contrabbandieri, che poco prima avevano scaricato casse di sigarette sulla costa a nord della città.

A bordo dell’auto di servizio, una Fiat Punto, sedevano davanti Sottile e De Falco, mentre sul sedile posteriore viaggiavano il vicebrigadiere Roscica, 28 anni, originario di Catania, e l’appuntato Marras, 33 anni, cagliaritano. In testa alla colonna dei contrabbandieri procedeva una Range Rover con i fari spenti.

Lo scontro fu violento. Il mezzo blindato si scagliò contro l’utilitaria della Guardia di Finanza, riducendola a un ammasso di lamiere. Antonio Sottile e Alberto De Falco morirono sul colpo, mentre i due colleghi riportarono ferite gravissime.

Nell’impatto la Range Rover rimase incastrata nella Punto. I contrabbandieri fuggirono a piedi, ma nella concitazione dimenticarono i telefoni cellulari all’interno del veicolo. Proprio grazie a quei dispositivi, nelle ore successive furono identificati e arrestati Giuseppe Contestabile e Adolfo Bungaro.

Nel corso del processo emerse con chiarezza che non si trattò di un incidente fortuito. L’impatto frontale fu ritenuto volontario, frutto di un tentativo di fuga per salvare il carico di sigarette appena sbarcate dall’altra parte dell’Adriatico. Contestabile ammise di essere stato alla guida del blindato e, insieme a Bungaro, fu condannato per omicidio per colpa cosciente.

La risposta dello Stato

La morte dei due finanzieri segnò un punto di svolta. Il Governo inviò in Puglia 2000 uomini, dando avvio all’operazione Primavera, che portò al progressivo smantellamento del sistema del contrabbando nella regione.

I numeri furono imponenti: 537 arresti, il sequestro di oltre 32.000 tonnellate di tabacchi lavorati esteri, migliaia di motoscafi e mezzi blindati sottratti alle organizzazioni criminali, oltre a ingenti quantitativi di armi ed esplosivi. Le indagini accertarono anche i legami tra il contrabbando e la Sacra Corona Unita, ai cui vertici veniva corrisposta una tangente per ogni cassa di sigarette scaricata.

Nel suo messaggio, D’Attis ha voluto rimarcare che “servire lo Stato significa scegliere ogni giorno il coraggio, anche quando costa tutto”, concludendo con un tributo solenne: “Onore a loro. Onore alla Guardia di Finanza”.

Un anniversario che riporta alla memoria una ferita ancora viva, ma anche il momento in cui lo Stato reagì con determinazione, segnando una svolta nella lotta alla criminalità organizzata in Puglia.

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