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Taranto

Via libera alle lauree magistrali cliniche per infermieri, Volpe: svolta per il sistema sanitario

Approvati tre nuovi percorsi in Cure Primarie, Pediatria e Area Critica. Il presidente OPI Taranto: riforma necessaria per superare carenze e rigidità organizzative

Via libera alle lauree magistrali cliniche per infermieri, Volpe: svolta per il sistema sanitario

Infermieri - archivio

TARANTO - Arriva l’ok alle nuove lauree magistrali cliniche per la professione infermieristica. L’annuncio è stato dato a Roma, nel corso del Consiglio nazionale della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche, dai ministri della Salute Orazio Schillaci e dell’Università Anna Maria Bernini, che hanno comunicato l’approvazione di 3 percorsi specialistici: Cure Primarie e Sanità pubblica, Cure Pediatriche e Neonatali, Cure Intensive ed Emergenza.

Un passaggio definito dal presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto, Pierpaolo Volpe, una svolta epocale per la sanità italiana. Secondo Volpe, il provvedimento segna una discontinuità rispetto al passato, caratterizzato da decenni di assenza di programmazione che avrebbero contribuito all’attuale carenza di infermieri e medici specialisti in alcune discipline, rese poco attrattive.

Nel dibattito seguito all’annuncio non sono mancati interventi critici da parte di rappresentanti della professione medica. A questo proposito, Volpe ha ribadito che l’introduzione delle lauree magistrali cliniche non intende in alcun modo intaccare le competenze dei medici. L’obiettivo, ha chiarito, è riformare l’organizzazione del sistema sanitario, consentendo agli infermieri con formazione magistrale clinica di prescrivere ausili, come ad esempio dispositivi per l’incontinenza, sulla base di specifiche scale di valutazione, dopo che il paziente abbia ricevuto una diagnosi dal medico curante o dalla struttura sanitaria al momento della dimissione.

Il presidente dell’OPI Taranto ha evidenziato come, allo stato attuale, un cittadino già in possesso di una diagnosi sia spesso costretto a ulteriori visite solo per ottenere la prescrizione di presidi. Con l’introduzione delle nuove competenze, ha spiegato, un infermiere clinico adeguatamente formato potrebbe procedere alla prescrizione utilizzando strumenti valutativi già in uso tra i professionisti sanitari, evitando perdite di tempo e semplificando il percorso assistenziale. Volpe ha invitato a superare logiche che in passato avrebbero rallentato l’evoluzione del sistema, sostenendo che il cambiamento debba essere orientato esclusivamente alla qualità delle prestazioni.

Particolare rilievo è stato attribuito al percorso in Cure Intensive ed Emergenza. L’inserimento di infermieri magistrali nell’area critica, secondo Volpe, rafforzerà l’autonomia operativa in contesti ad alta complessità, dove sono già previsti protocolli e linee guida ben definiti, come nell’emergenza territoriale. In questo ambito, ha aggiunto, l’assenza di medici non deriverebbe da una reale carenza di professionisti, ma da vincoli sindacali e contrattuali che impedirebbero al sistema sanitario di assumere direttamente come dipendenti i medici del 118.

Volpe ha richiamato la necessità di una comunicazione trasparente e corretta verso i cittadini, sottolineando la responsabilità condivisa di accompagnare il cambiamento con informazioni chiare, prive di interessi di parte e orientate alla tutela delle persone più fragili.

L’approvazione dei nuovi percorsi magistrali è stata inoltre collegata al rafforzamento della medicina di prossimità. Il corso in Cure Primarie e Sanità pubblica viene indicato come un tassello fondamentale nella riorganizzazione dell’assistenza territoriale, destinata a riequilibrare un sistema storicamente centrato sull’ospedale. L’obiettivo dichiarato è potenziare prevenzione, promozione della salute ed educazione sanitaria, riducendo ricoveri e accessi impropri ai Pronto soccorso.

In chiusura, il presidente dell’OPI Taranto ha espresso riconoscenza a quanti hanno contribuito al raggiungimento del risultato e ha rivolto un ringraziamento al ministro della Salute per aver sostenuto il percorso fino alla sua approvazione.

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