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Il caso

Educatori negati agli alunni con disabilità, Cinquepalmi attacca l’Ambito Trani-Bisceglie

Circa la metà dei minori non avrebbe le 3 ore settimanali di assistenza. “I fondi risultavano disponibili, la discriminazione è amministrativa”, denuncia la referente di Trani 2026 Mariagrazia Cinquepalmi

Maria Grazia Cinquepalmi

Maria Grazia Cinquepalmi

TRANI – A 5 mesi dall’inizio dell’anno scolastico 2025-2026, numerosi alunni con disabilità delle scuole di Trani e Bisceglie sarebbero ancora privi dell’educatore per l’autonomia e l’inclusione. A sollevare il caso è Mariagrazia Cinquepalmi, già consigliera comunale di Trani e oggi referente del movimento Trani 2026, che parla di una situazione grave e penalizzante per i minori e le loro famiglie.

Secondo quanto riferito, circa la metà degli alunni con disabilità non avrebbe ricevuto le consuete 3 ore settimanali di assistenza specialistica. Le conseguenze sarebbero pesanti. “Ci sono bambini costretti ad uscire prima da scuola, con quasi 100 ore in meno all’anno, e bambini lasciati in classe senza un adulto di riferimento”, afferma Cinquepalmi. A risentirne anche gli educatori della cooperativa SAID, che avrebbero subito una drastica riduzione delle ore lavorative.

La vicenda affonda le radici nel 16 aprile 2025, quando in Consiglio comunale l’assessore alla Disabilità dichiarò l’insufficienza delle risorse economiche per garantire il servizio a tutti. “La coperta è corta”, sarebbe stato detto in aula. In seguito venne approvato un nuovo regolamento che introduceva un criterio restrittivo: l’educatore sarebbe stato riconosciuto esclusivamente ai minori in possesso della certificazione INPS ai sensi dell’articolo 3 comma 3 della legge 104. Una condizione che, secondo i dati richiamati, riguarderebbe solo circa il 50 per cento dei minori con disabilità.

Cinquepalmi mette in discussione la motivazione economica. Dall’accesso agli atti, sostiene, emergerebbe la disponibilità di circa 2 milioni di euro di fondi vincolati provenienti da Stato e Regione Puglia attraverso FNPS, FNA e FGSA, oltre al cofinanziamento dei Comuni dell’Ambito. Inoltre l’offerta della cooperativa SAID per il nuovo appalto sarebbe risultata inferiore rispetto al biennio precedente, con un risparmio stimato di circa 200.000 euro.

Il costo di un’ora di educatore ammonta a 22,15 euro lorde. Considerando 3 ore settimanali per 30 settimane e 399 alunni con sostegno, il servizio, secondo i calcoli riportati, sarebbe sostenibile. “Dai dati economici disponibili la carenza di fondi non risulta confermata”, dichiara.

Nel corso dei mesi si sono susseguite proteste e prese di posizione pubbliche. La stessa Cinquepalmi afferma di aver sollevato la questione sul piano mediatico e legale. L’ex assessore Uva avrebbe evidenziato il danno educativo, mentre il 1 circolo didattico De Amicis avrebbe chiesto formalmente al sindaco l’estensione del servizio per 14 alunni gravi, per un costo complessivo di 16.605 euro.

Il 10 novembre 2025 il sindaco avrebbe dichiarato che il problema non era la mancanza di fondi, promettendo una soluzione immediata. Tuttavia, osserva Cinquepalmi, il regolamento prevede all’articolo 10 la possibilità di deroghe in presenza di casi gravi documentati, ma la procedura conclusa il 9 gennaio 2026 avrebbe accolto solo pochissimi casi, in prevalenza riferiti a minori che nel frattempo avevano ottenuto la certificazione INPS. “Di fatto lo sbarramento è rimasto invariato”, sostiene.

Anche una determina del sindaco che disponeva l’assegnazione degli educatori ai casi gravi del De Amicis non avrebbe avuto concreta attuazione.

La referente evidenzia quella che definisce una contraddizione evidente. “Nella città che si definisce Trani Autism Friendly i fondi risultano disponibili, ulteriori 270.000 euro sarebbero stati assegnati a dicembre 2025, eppure i bambini con disabilità restano senza supporto”, afferma. Secondo Cinquepalmi la discriminazione non avverrebbe in base alla gravità della disabilità, ma sulla base del possesso di un certificato amministrativo.

“In conclusione, oggi i bambini con disabilità e le loro famiglie continuano a subire un danno grave nel percorso di inclusione e autonomia”, dichiara. “Quando si parla di disabilità non si può procedere per barriere amministrative. È necessario restituire ai bambini ciò che spetta loro per diritto, una reale inclusione scolastica”.

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