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Taranto

Emissione rossastra dagli impianti ex Ilva visibile anche a chilometri di distanza

L’ambientalista Luciano Manna denuncia il fenomeno e sollecita spiegazioni da parte dell’azienda e delle autorità

L'emissione di colore rossastro dagli impianti ex Ilva

L'emissione di colore rossastro dagli impianti ex Ilva

TARANTO - Una nube di colore rossastro si è levata dagli impianti dell’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, ed è stata avvistata anche a diversi chilometri dallo stabilimento. A segnalarlo è Luciano Manna, ambientalista e fondatore di VeraLeaks, che in un comunicato riferisce di un episodio avvenuto pochi minuti prima di mezzogiorno.

Secondo quanto riportato, l’emissione sarebbe apparsa simile a uno slopping, fenomeno che generalmente si verifica nelle aree acciaierie. In questo caso, tuttavia, la provenienza sembrerebbe diversa. Manna indica infatti la zona Afo4 o l’area grf situata alle sue spalle come possibile punto di origine della fuoriuscita.

L’ambientalista parla di una emissione inquinante e sostiene che l’azienda debba fornire spiegazioni sia ai cittadini sia alle autorità competenti. Nel comunicato viene richiamata la vicenda giudiziaria che riguarda i gestori della fabbrica, ancora sotto processo per reati ambientali. Manna ricorda che nel 2012 furono sequestrati gli impianti dell’area a caldo e sottolinea come, a febbraio 2026, episodi di questo tipo continuerebbero a verificarsi senza suscitare, a suo dire, adeguata attenzione da parte delle istituzioni e della politica.

Nel testo si evidenzia come Taranto e la sua provincia continuino a essere esposte a emissioni che incidono sulle matrici ambientali aria, acqua e suolo. Manna critica inoltre l’atteggiamento della politica nazionale, accusata di concentrare l’attenzione sui magistrati che non avrebbero disposto il dissequestro degli impianti ritenuti pericolosi, evocando il tema del referendum sulla riforma della Giustizia.

Nel comunicato si afferma che, secondo alcuni esponenti del centrodestra, la responsabilità sarebbe attribuita ai giudici che mantengono sotto sequestro gli impianti, mentre per l’ambientalista il problema resta l’inquinamento prodotto dallo stabilimento. Manna parla anche di un possibile indebolimento dei poteri della Magistratura come ulteriore elemento di preoccupazione per la città.

Nel passaggio conclusivo, l’esponente di VeraLeaks esprime delusione nei confronti dei governi italiani ed europei succedutisi negli anni, sostenendo che tale situazione alimenti sfiducia nelle istituzioni e disaffezione alla partecipazione democratica.

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