Cerca

Cerca

Trani

Giudici di Pace al collasso, tra carenza degli organici e nuove competenze

Il segretario regionale Fp Cgil Dario Capozzi Orsini denuncia carenze di organico fino all’80% e chiede assunzioni straordinarie. “Rischio chiusure e giustizia paralizzata”

Il Tribunale di Trani

Il Tribunale di Trani

TRANI - Una situazione definita oltre il limite di guardia, con uffici a rischio chiusura e organici ormai ridotti ai minimi termini. È il quadro tracciato dalla FP CGIL Puglia, attraverso il segretario regionale Dario Capozzi Orsini, che denuncia una crisi strutturale dell’intera rete degli Uffici del Giudice di Pace sul territorio regionale.

Secondo il sindacato, quanto sta accadendo a Trani, dove si paventa la chiusura degli uffici, rappresenta soltanto il segnale più evidente di un problema che riguarda tutta la Puglia. Le attuali piante organiche, ferme a standard di 30 anni fa, non sarebbero più in grado di reggere un carico di lavoro cresciuto in modo esponenziale.

La FP CGIL parla di un paradosso istituzionale. Da una parte il legislatore amplia progressivamente le competenze del Giudice di Pace, dall’altra le cancellerie si svuotano senza che il Ministero della Giustizia intervenga con nuove assunzioni. Tra le novità normative richiamate vi è l’aumento della competenza per valore nei sinistri stradali fino a 50.000 euro a partire dal 31 ottobre 2026, oltre all’attribuzione di nuove materie penali e civili, tra cui la competenza esclusiva in ambito condominiale fino a 30.000 euro.

A fronte di competenze in crescita, gli uffici si trovano a fare i conti con una perdita di personale che in alcune sedi pugliesi sfiora l’80%, tra pensionamenti e trasferimenti non sostituiti. Un’emorragia che si innesta su un assetto organizzativo giudicato ormai superato, con piante organiche risalenti al 1995, elaborate in un contesto precedente agli accorpamenti dei comuni e alla digitalizzazione dei procedimenti.

Il sindacato sottolinea come le ricadute siano pesanti sia per i dipendenti sia per i cittadini. Il personale amministrativo rimasto in servizio sarebbe costretto a sostenere carichi di lavoro insostenibili, operando in una condizione di emergenza continua che incide sulla salute e sulla dignità professionale. Sul fronte dell’utenza, invece, la carenza di risorse si tradurrebbe in ritardi nei risarcimenti, difficoltà nell’iscrizione a ruolo delle cause e rallentamenti nei servizi essenziali come il gratuito patrocinio, i decreti ingiuntivi e la gestione delle udienze.

“Non è soltanto una vertenza sindacale, ma una questione che riguarda la tenuta dello Stato di diritto in Puglia”, evidenzia la FP CGIL, parlando di un diritto alla giustizia che rischia di diventare solo teorico.

Tra le richieste avanzate vi è un piano straordinario di reclutamento per coprire i vuoti nelle cancellerie dell’intera regione. In questo quadro, il sindacato giudica grave la mancata stabilizzazione completa dei lavoratori precari legati al PNRR, sottolineando che, a pochi mesi dalla scadenza della proroga, la loro conferma sarebbe necessaria per evitare il blocco totale degli uffici.

La FP CGIL chiede inoltre strumenti di flessibilità su base distrettuale per affrontare le situazioni più critiche e un aggiornamento immediato delle piante organiche in vista del 2026, adeguandole alle nuove competenze e al reale bacino di utenza.

Il sindacato annuncia che, in assenza di risposte concrete, la mobilitazione sarà estesa a livello regionale, ribadendo che non resterà in silenzio di fronte a quello che definisce uno smantellamento progressivo della giustizia di prossimità.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Buonasera24

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Termini e condizioni

Termini e condizioni

×
Privacy Policy

Privacy Policy

×
Logo Federazione Italiana Liberi Editori