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Grottaglie
20 Febbraio 2026 - 06:41
Lo stabilimento Leonardo di Grottaglie
GROTTAGLIE - «Il momento che sta attraversando lo stabilimento Leonardo di Grottaglie richiede una riflessione profonda, che vada oltre il facile entusiasmo per i nuovi carichi di lavoro. Sebbene la transizione verso un modello multidivisionale sia adesso uno stato di fatto, dobbiamo mantenere la massima cautela sulle prospettive di lungo periodo. Le scelte strategiche della holding Leonardo si inseriscono oggi in un mosaico geopolitico estremamente instabile, dove le variabili internazionali pesano quanto, se non più, delle dinamiche industriali locali» – afferma Raffaele Bagnardi, sociologo del lavoro ed ex Sindaco di Grottaglie.
Nel tentativo di segnare il definitivo superamento dell’epoca caratterizzata dalla vulnerabilità della monocommittenza e della monocommessa, a Grottaglie si riapre il dibattito sulla Vertenza Leonardo, proprio mentre lo stabilimento del territorio attraversa una fase di trasformazione senza precedenti.
Attualmente, il sito si presenta come un organismo industriale investito da un processo di profondo mutamento, passando da centro specialistico per le aerostrutture civili a polo integrato di varie eccellenze tecnologiche. Questa riconfigurazione, sia pure frutto di complessi compromessi e aspre controversie, ha finito col rappresentare l’unica risposta percorribile alla stringente necessità di garantire stabilità occupazionale e resilienza di fronte ai cicli altalenanti del mercato aeronautico mondiale.
L’integrazione delle attività legate alla Divisione Elicotteri e all’Elettronica per la Difesa ha trasformato la fisionomia del sito grottagliese, creando un sistema in cui le storiche competenze nelle fusoliere in composito devono oggi convivere con le tecnologie più avanzate del comparto militare. Questo bilanciamento tra civile e difesa appare ormai consolidato nella nuova strategia industriale della Holding. Se da un lato la produzione delle sezioni per il Boeing 787 Dreamliner mostra segnali di ripresa e ritorno a ritmi stabili dopo le criticità del biennio precedente, dall’altro l’ingresso di Grottaglie nella filiera dei sistemi “unmanned” segna un netto punto di avanzamento strategico.
La collaborazione con l'azienda turca Baykar, attraverso la joint venture LBA Systems, identifica lo stabilimento pugliese come un polo per le attività legate a piattaforme avanzate come il drone Kizilelma “mela rossa”. Questa partnership, inserita nel più ampio piano di diversificazione di Leonardo, punta a integrare le consolidate competenze locali nelle aerostrutture con le nuove frontiere dei sistemi di difesa europei. Tuttavia, come sottolineato da esponenti del dibattito locale, l'ingresso in segmenti così competitivi richiede una visione di lungo periodo. L'obiettivo è trasformare questa sinergia in un presidio stabile delle opportunità, evitando che gli andamenti geopolitici possano influenzare la continuità dei carichi di lavoro. La scommessa di Grottaglie nel settore “unmanned” rappresenta quindi un vero e proprio fenomeno di resilienza industriale nel territorio.
«La ripresa del rate Boeing e l’avvio della joint venture con Baykar sono segnali significativi che, tuttavia, non possono ancora essere considerati traguardi acquisiti» - prosegue Bagnardi. «In questo quadro di espansione, il dibattito si sposta inevitabilmente sugli assetti strategici. Secondo le analisi di osservatori attenti alle dinamiche del territorio, l'apertura a nuove partnership deve essere letta con prudenza, monitorando che l'integrazione di capitali o competenze estere non alteri l'autonomia tecnologica del sito. Sebbene la holding mantenga il pieno controllo industriale, il confronto pubblico locale deve restare vigile sull'ipotesi di eventuali manovre di “carve out” o dismissioni, che al momento restano nell'alveo delle preoccupazioni sindacali e non trovano riscontri in comunicazioni ufficiali della società. In tal senso, il rigoroso rispetto dei vincoli posti dalla Legge 185/90 sulla movimentazione di materiali di armamento e il mantenimento dei poteri speciali dello Stato Golden Power diventano garanzie non negoziabili. La sfida, dunque, non è solo produttiva ma di governance, garantire che ogni futura sinergia, come quelle già avviate con i partner internazionali, si traduca in una reale crescita del patrimonio di conoscenze nazionale, tutelando la continuità occupazionale e le conoscenze tecnologiche di comparto».
In un tale scenario di espansione, la diversificazione trova un ulteriore sbocco strategico nella collaborazione con la realtà californiana Radia per il progetto WindRunner. La partecipazione di Leonardo alla progettazione e produzione di componenti per quello che si annuncia come l’aereo più grande al mondo, destinato alla logistica pesante e al trasporto “dual-use”, conferma la capacità di Grottaglie di attrarre programmi innovativi al di fuori dei canoni dell'aviazione commerciale standard. Tale apertura verso la grande logistica e le nuove frontiere del trasporto “oversize” arricchisce il bagaglio tecnico del sito, rendendolo un asset imprescindibile per il sistema-Paese e per la nascente difesa unica europea.
Tuttavia, il percorso di crescita non è privo di nodi complessi, specialmente sul fronte degli assetti societari e della gestione interna. L’apertura alle richiamate partnership finanziarie o industriali viene considerata accettabile solo se vincolata a progetti di reale sviluppo, rifiutando categoricamente manovre che potrebbero mettere a rischio il patrimonio di conoscenze o la tenuta dei livelli occupazionali. La richiesta sindacale è chiara, ogni alleanza deve tradursi in espansione industriale e tutela dei lavoratori, non in una azione tattica di breve respiro.
Sul piano operativo, il dialogo tra azienda e parti sociali pone tra le priorità la ricerca di soluzioni innovative per le turnazioni notturne e il costante monitoraggio della sicurezza, con l'obiettivo di coniugare i nuovi ritmi produttivi con la salute psicofisica dei dipendenti. In siffatto contesto, l'investimento nell'up-skilling e la valorizzazione professionale diventano gli strumenti essenziali per governare il cambiamento tecnologico in atto.
Grottaglie si conferma laboratorio operativo e ambito nevralgico di relazioni industriali, dove la determinazione di una comunità unita punta a trasformare le insidie del mercato globale in una solida prospettiva di futuro per il territorio.
«Serve lucidità» - conclude Bagnardi. «La sfida di Grottaglie si vince con la competenza e con una visione industriale che sappia resistere alle scosse dei mercati e agli orientamenti globali. Le politiche locali e nazionali devono essere pronte a intervenire con fermezza per garantire il pieno controllo di questo delicato percorso di grandi trasformazioni».
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