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Il caso

Cassa integrazione, “Il dato più agghiacciante è quello della Provincia di Taranto”

L'impietosa fotografia dell'Inps: a Taranto si concentra oltre il 50% delle ore autorizzate. Insorge il senatore pentastellato Mario Turco

Una veduta aerea di Taranto

Una veduta aerea di Taranto

TARANTO - Un quadro occupazionale definito preoccupante, con numeri che fotografano una difficoltà strutturale del sistema produttivo regionale. Il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Turco ha presentato un’interrogazione ai ministri delle Imprese e del Made in Italy e del Lavoro dopo la pubblicazione dei dati dell’Osservatorio Cassa integrazione dell’Inps relativi al 2025.

Secondo le rilevazioni, in Puglia sono state autorizzate 30.285.074 ore di cassa integrazione, valore superiore di circa il 30% rispetto al 2023 e solo leggermente inferiore a quello complessivo del 2024. Per Turco il dato indica una difficoltà non episodica ma radicata. “Tale dato evidenzia una situazione di persistente difficoltà del sistema produttivo regionale” afferma il parlamentare, sottolineando come il ricorso agli ammortizzatori sociali resti stabilmente elevato.

Gran parte delle ore autorizzate riguarda la componente straordinaria. Delle oltre 30 milioni complessive, circa 22 milioni sono legate alla cassa integrazione straordinaria, elemento che secondo l’esponente pentastellato segnala crisi industriali complesse. Il comparto maggiormente colpito risulta quello manifatturiero, dove si registrano oltre 40 tavoli di crisi e più di 27.000 lavoratori coinvolti.

Il dato più pesante riguarda la provincia ionica. A Taranto si concentra oltre il 50% delle ore autorizzate, pari a circa 16 milioni, di cui 14,5 milioni straordinarie. Seguono Bari con 6 milioni, Lecce con 4 milioni, Foggia con 1,3 milioni, Brindisi con 1,1 milioni e Barletta Andria Trani con 1 milione.

Turco parla apertamente di emergenza territoriale e chiede interventi immediati. “Il dato più agghiacciante è quello della Provincia di Taranto” evidenzia, collegando la situazione alla crisi industriale in corso e alla necessità di un cambio di rotta. L’interrogazione parlamentare punta a verificare se il Governo intenda promuovere progetti di riconversione produttiva e programmi di riqualificazione e reimpiego dei lavoratori.

Per il senatore del M5S la soluzione passa da una strategia industriale complessiva, con particolare riferimento al polo siderurgico. “Soltanto una diversificazione produttiva può invertire la tendenza di questo enorme ricorso agli ammortizzatori sociali” sostiene, indicando la gestione della crisi dell’ex Ilva come nodo centrale anche per le ricadute occupazionali e sociali sul territorio.

Il tema si lega inoltre alla questione demografica e alla migrazione giovanile. Il parlamentare sottolinea come dal Mezzogiorno molti giovani continuino a lasciare la propria terra per mancanza di opportunità lavorative e chiede un intervento rapido da parte dei ministri competenti. “Chiediamo ad Urso e Calderone di agire con responsabilità e solerzia rispetto al dramma occupazionale e sociale che si sta consumando anche in Puglia” conclude Turco.

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