TARANTO - Clima acceso in aula durante il Question Time del consiglio comunale. Al termine della seduta i consiglieri di Fratelli d’Italia Giampaolo Vietri, Tiziana Toscano e Luca Lazzaro hanno denunciato pubblicamente quanto accaduto, parlando di atteggiamento antidemocratico da parte di una componente della maggioranza che sostiene il sindaco Piero Bitetti.
Al centro della contestazione due mozioni presentate dal gruppo di opposizione. La prima riguardava il potenziamento dell’offerta universitaria cittadina con l’obiettivo, spiegano i consiglieri, di favorire la permanenza dei giovani a Taranto e rafforzare le ricadute sul territorio. La seconda era invece dedicata alla commemorazione del 10 febbraio, Giorno del Ricordo per le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata.
Secondo Vietri, Toscano e Lazzaro i documenti sarebbero stati esclusi dal voto e successivamente modificati, fino a scomparire nei testi conclusivi. Da qui la denuncia politica. I tre consiglieri sostengono di aver avanzato proposte ritenute utili alla comunità e contestano la scelta di non consentire la discussione in aula.
Nel corso della seduta, riferiscono gli esponenti di Fratelli d’Italia, sarebbero state rivolte anche accuse nei loro confronti. Per questo parlano di un clima di contrapposizione che avrebbe impedito un confronto istituzionale sereno su temi che, a loro giudizio, dovrebbero unire l’assemblea cittadina.
La polemica si concentra in particolare sul tema della memoria storica. I consiglieri sottolineano che la ricorrenza del Giorno del Ricordo rappresenta una pagina della storia nazionale e ritengono necessario un riconoscimento istituzionale ufficiale. Allo stesso tempo evidenziano l’importanza della formazione universitaria come leva di sviluppo locale e come strumento per contrastare l’emigrazione giovanile.
Per l’opposizione quanto accaduto configurerebbe una limitazione del pluralismo politico, mentre ribadiscono che le istituzioni dovrebbero garantire pari dignità alle proposte indipendentemente dalla provenienza politica. La vicenda apre così un nuovo fronte di confronto all’interno del consiglio comunale sul metodo di discussione e sulla gestione dei documenti presentati in aula.
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