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L'ex Ilva

«No allo "spezzatino", Taranto non ci sta»

Il duro intervento dell'associazione Aigi sull'ipotesi di cui si è tornato a discutere

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"No allo spezzatino per quel che concerne la vendita dell’ex Ilva. L’asset produttivo è uno e tale deve rimanere. Chi afferma altro, quanti privilegiano soluzioni differenti, confusionarie e antitoriche al tempo stesso, vaneggiano. Non esiste una fabbrica del Nord; e lo stabilimento siderurgico di Taranto. Non può replicarsi una “Questione Meridionale” 4.0 sul tema della politica industriale".

E' quanto si legge in una nota di Aigi, l'associazione delle imprese dell'indotto siderurgico.

"A Genova, a Novi Ligure, nella città pugliese, la produzione di acciaio resti saldamente agganciato al processo di crescita – e sostenibilità -  dell’intero comparto manifatturiero italiano. Certe associazioni di categorie, brave più nel fare passerella che nel pretendere risultati tangibili per i propri iscritti, assieme a filiere istituzionali che confondano - purtroppo per loro - l’autonomia regionale con la secessione, lascino fuori dalla porta la propaganda. E, di converso, si carichino sulle proprie spalle la giusta responsabilità. Quella richiesta ad ogni tornante della storia economica e produttiva d’intere comunità. Siamo assolutamente d’accordo con le posizioni rese manifeste dai sindacati".

Per l'associazione, "il gruppo siderurgico dell’ex Ilva coinvolge sul territorio nazionale all’incirca 20 mila addetti. E la sinergia industriale tra gli stabilimenti è auspicio – e presupposto – inderogabile. Irrinunciabile. Nessun sciacallaggio consumato sulla pelle di lavoratori e imprese sarà consentito. Checché ne possano pensare le realtà confindustriali di Genova ed Alessandria. Il capitalismo, quello compassionevole, quello incentrato su modelli etici, c’insegna come produzione, trasformazione e commercializzazione di beni (e servizi) non viva di cesure. Di separazione opportuniste. Di cancellazione sobillate alla politica. Ma d’integrazione. Di complementarietà. Di eguale visione. Non c’è nessuna OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) dal sapore sabaudo su Taranto - e il Mezzogiorno. E’ bene che i nostalgici di questi giorni lo sappiano".

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