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Taranto
18 Febbraio 2026 - 08:21
Minacce online agli operatori Cup, sindacato denuncia gogna social
TARANTO - Una bufera di messaggi violenti e intimidazioni sui social network ha colpito gli operatori del Centro unico di prenotazione sanitario. Dopo i sospetti su 4 o 5 addetti che avrebbero consultato la piattaforma delle prenotazioni anche fuori dall’orario di servizio modificando alcuni appuntamenti, la rabbia in rete si è riversata indiscriminatamente contro l’intero personale, circa 90 sportellisti.
Al momento sono in corso verifiche tecniche e non risultano denunce né persone indagate. L’Asl di Taranto, dopo un’indagine interna, ha trasmesso la documentazione ai carabinieri del Nas, che stanno effettuando accertamenti per valutare eventuali profili di rilevanza penale.
Nonostante l’assenza di provvedimenti giudiziari, sui social si sono moltiplicate offese e minacce di morte rivolte a tutti gli addetti del servizio. A denunciare la situazione è Simona Laliscia, rappresentante Usb per SanitaService, che parla di un clima diventato insostenibile. «Già subivano insulti e sfoghi dagli utenti ma la situazione è precipitata, una gogna ingiusta, con conseguenze devastanti per gli operatori e le loro famiglie» afferma.
La sindacalista sottolinea come le accuse non riguardino l’intero personale e critica l’assenza di prese di posizione istituzionali. «Ad oggi nessun politico ha espresso solidarietà per i lavoratori, mentre il tribunale online ha già decretato colpevolezza, fino alla condanna a morte» dichiara.
Nel messaggio diffuso sui social, Laliscia evidenzia l’impatto umano della vicenda. «Dietro ogni operatore c'è anche una famiglia che subisce quanto sta accadendo» scrive, ribadendo che le verifiche sono ancora in corso e che le responsabilità individuali devono essere accertate dalle autorità competenti.
Il sindacato richiama inoltre le condizioni di lavoro degli addetti, impegnati quotidianamente tra carichi elevati e strutture ritenute non adeguate. Secondo Laliscia l’attenzione mediatica starebbe oscurando il problema più ampio della carenza di prestazioni sanitarie disponibili.
La richiesta è duplice: lasciare spazio alle indagini e fermare la violenza online. «La libertà di espressione non può essere un alibi per giustificare la violenza e l'intolleranza» afferma, auspicando interventi delle piattaforme e delle autorità contro gli attacchi in rete.
Infine l’esponente Usb invita a distinguere tra eventuali responsabilità personali e il lavoro quotidiano degli sportellisti. «Se alla fine dovesse risultare tutto un errore qualcuno dovrà chiedere scusa a tutti gli operatori Cup ingiustamente colpiti» conclude, mentre l’inchiesta amministrativa e gli accertamenti dei Nas proseguono.
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