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Taranto

Call center, “Rischi occupazionali con gli appalti Enel e MediaWorld”

Fistel Cisl denuncia tentativi di aggirare la clausola sociale nel territorio ionico

Call center

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TARANTO - Il settore dei call center torna al centro delle tensioni occupazionali. La Fistel Cisl Taranto Brindisi segnala possibili violazioni della clausola sociale negli appalti legati ai committenti Enel e MediaWorld, con conseguenze potenzialmente pesanti per i lavoratori locali.

Il coordinatore territoriale Christian Della Porta parla di tentativi di aggirare le tutele previste nei cambi di appalto. Nel caso MediaWorld il servizio sarebbe stato trasferito in Romania, con responsabilità impropriamente attribuite all’azienda appaltatrice Teleperformance. Secondo il sindacato, l’intervento delle organizzazioni dei lavoratori ha consentito la ricollocazione del personale e la salvaguardia dei posti a Taranto.

La sigla sottolinea però che l’esito positivo è stato possibile anche per il numero limitato di addetti coinvolti e non può rappresentare un modello da replicare. I committenti, afferma il sindacato, non possono scaricare sui fornitori la gestione dell’occupazione eludendo la clausola sociale.

Preoccupazioni riguardano anche la situazione degli appalti Enel, dove viene segnalato uno scarso rispetto del principio di territorialità. Il timore è che i prossimi bandi possano determinare trasferimenti forzati e nuove criticità lavorative. Per questo la Fistel Cisl chiede che il cambio di appalto in corso si concluda nel rispetto dei vincoli territoriali, così da costituire un precedente per le future gare.

La segreteria territoriale ribadisce che la clausola sociale è considerata non negoziabile e annuncia l’apertura di un confronto con aziende e istituzioni per rafforzare le tutele e introdurre eventuali sanzioni contro chi aggira le regole, indicando la difesa dell’occupazione come priorità.

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