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L'analisi

L'Enel fa utili, ma cittadini e imprese continuano a pagare carissima l'energia

L'energia prodotta con vento e sole pugliese va a nord mentre il consumatore meridionale paga il trasporto come fosse a centinaia di chilometri di distanza e utilizzasse il sole di un altro

Caro bollette, l'allarme di Confartigianato

Caro bollette

BARI - Sembra che il prossimo bilancio Enel riporterà 80 miliardi di ricavi e quasi sette di utile netto e più di cinquanta di debiti.

Qualcuno potrebbe pensare che quegli utili possano andare a ridurre il debito e invece no; andranno agli azionisti tra i quali in primis v’è lo Stato e poi molti investitori internazionali. Quindi sono questi che hanno premuto per portasi a casa il profitto? O le banche trovano piacevole prendere un po' di interessi da un debitore così solido? Non si sa. Certo è che quel profitto non andrà agli utenti sotto una forma qualunque e l’energia continuerà a costare così tanto. Che fanno le associazioni dei consumatori? E quelle dei datori di lavoro? E i politici che dovrebbero rappresentare i cittadini? E i sindacati così attenti all’aumento della inflazione? Nulla. Neanche i giornali hanno fatto questa riflessione.

Per esempio nessuno ricorda che il Sud produce molta più energia di quella che consuma e quindi dovrebbe beneficiare di un qualche vantaggio a fronte del sacrificio ambientale e paesaggistico che sopporta. E invece nulla. Energia prodotta dal vento e dal sole pugliese va a nord mentre il consumatore meridionale paga il dispacciamento (trasporto) come fosse a centinaia di chilometri di distanza e utilizzasse il sole di un altro.

È evidente che la produzione di un bene di primissima necessità come questo non dovrebbe produrre profitto e tanto meno allo Stato e a investitori (speculatori?) internazionali e ancor meno nell’ordine di questa proporzione rispetto al totale dei ricavi. Come anche per l’acqua, e invece.

Un politico un po' più perspicace della media (magari “patriota” o socialista) potrebbe chiedersi come mai questi due terzi di azionariato di una società così nevralgica per il benessere quotidiano anche di gente molto povera debba essere in mano a speculatori finanziari internazionali. Nazionalizzare interamente queste società dal valore sociale così importante sarebbe il modo per avviare una riforma sostanziale della Ue nel senso voluto dalla gente. Chi ha orecchie per intendere intenda! Naturalmente andrebbe liberata dalla influenza di gente proveniente dai partiti ma questa è altra cosa.

Va detto che la popolazione può anche, per il momento, non ribellarsi ma l'ingiustizia va rimossa se no presto non vi sarà più una economia diversa da quella pubblica che altro non è che un Soviet. E sappiamo come i Soviet sono andati a finire.

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