BARI - Dopo mesi di confronto sindacale, nella giornata di martedì 3 febbraio 2026 è stato sottoscritto il contratto integrativo aziendale della Nuova Fiera del Levante srl, valido per il triennio 2026–2028. A firmare l’intesa sono state le organizzazioni FILCAMS CGIL Bari e FISASCAT CISL Bari, insieme alle rispettive rappresentanze sindacali aziendali.
Per il segretario generale della FILCAMS CGIL Bari, Antonio Ventrelli, l’accordo rappresenta un risultato significativo sia sul piano economico sia su quello dei diritti, frutto di una trattativa definita costruttiva, che ha visto un confronto costante tra sindacati territoriali, Rsa e vertici aziendali.
Nel dettaglio, il contratto introduce un trattamento economico migliorativo rispetto al contratto nazionale. Tra le misure previste figurano buoni pasto del valore nominale di 10 euro e un premio di produttività annuale fino a 1.500 euro, subordinato al raggiungimento di specifici obiettivi aziendali. Accanto agli aspetti salariali, l’intesa rafforza anche il quadro delle tutele, prevedendo 3 mesi aggiuntivi di congedo per le lavoratrici vittime di violenza di genere rispetto a quanto stabilito dalla normativa vigente.
L’accordo segna inoltre un avanzamento sul fronte delle relazioni sindacali, con il riconoscimento di ulteriori diritti di informazione, consultazione e partecipazione rispetto a quelli già previsti dal contratto collettivo nazionale di categoria.
Soddisfazione è stata espressa anche dal segretario generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Bari, Domenico Ficco, che ha definito l’intesa un buon accordo, sottolineando il valore della contrattazione come strumento centrale dell’azione sindacale. Ficco ha ricordato che, in linea con i principi di democrazia sindacale promossi dalla CGIL, l’accordo sarà ora sottoposto al voto delle lavoratrici e dei lavoratori, diventando vincolante solo dopo l’approvazione.
Nel suo intervento, il segretario ha riconosciuto alla direzione della Nuova Fiera del Levante una visione lungimirante, capace di cogliere la necessità di sostenere salari e diritti in una fase storica segnata da nuove esigenze sociali e lavorative. La contrattazione territoriale, ha concluso, continuerà a essere uno strumento centrale per rafforzare tutele e retribuzioni, ponendo al centro la dignità del lavoro come leva fondamentale per affrontare le sfide dello sviluppo nell’area metropolitana barese.
Edicola digitale
Abbonati