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03 Febbraio 2026 - 10:44
Le indagini della Guardia di Finanza Bat
TRINITAPOLI - Un articolato sistema di truffa aggravata ai danni dello Stato è stato smantellato dalla Guardia di Finanza con un sequestro preventivo da circa 1,4 milioni di euro, disposto dal Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica di Foggia. Il provvedimento riguarda 4 persone residenti nella provincia di Foggia, ritenute responsabili, a vario titolo, di un’ingente frode legata all’Assegno Unico Universale.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i Finanzieri del Comando Provinciale Guardia di Finanza Bat hanno accertato che il gruppo avrebbe ottenuto indebitamente fondi pubblici presentando domande di contributo intestate a 59 donne di nazionalità rumena completamente inesistenti, ciascuna indicata come madre di 5 o 6 figli a carico. In questo modo sarebbero stati sottratti allo Stato importi elevati e continuativi.
L’inchiesta ha preso avvio da una segnalazione dell’INPS di Andria. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di ricostruire un disegno criminoso strutturato, che avrebbe visto il coinvolgimento di un dipendente dell’anagrafe di un Comune della provincia Bat e di un operatore di un Centro di Assistenza Fiscale di Foggia.
Il dipendente comunale avrebbe registrato fittiziamente le residenze anagrafiche delle 59 donne e rilasciato carte di identità false, in assenza di qualsiasi richiesta e dei requisiti previsti. Gli accertamenti, condotti anche con il supporto della Arma dei Carabinieri di Trinitapoli e attraverso canali di cooperazione internazionale, hanno confermato l’inesistenza delle persone indicate. È ritenuto verosimile che volti e generalità siano stati generati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.
Una volta create le identità fittizie, il sistema prevedeva la stipula di contratti di lavoro simulati presso 2 aziende agricole di Cerignola, così da produrre la documentazione necessaria per l’accesso all’Assegno Unico. Le domande venivano poi trasmesse all’INPS dal dipendente del CAAF, consentendo l’erogazione di contributi mensili pari, in media, a 2.300 euro per ciascun nucleo familiare inesistente.
La fase finale della truffa sarebbe stata completata con l’attivazione di 59 carte PostePay, intestate alle false beneficiarie. I prelievi delle somme accreditate venivano effettuati periodicamente presso sportelli automatici, dove 2 dei complici sono stati osservati e identificati dagli investigatori durante le operazioni di ritiro del denaro.
Ai 4 indagati vengono contestati, in concorso, i reati di truffa aggravata e, per il dipendente comunale, anche quello di falsità ideologica in atti pubblici. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, finalizzato alla confisca di disponibilità finanziarie e beni per un valore complessivo di 1,4 milioni di euro.
Nel corso delle perquisizioni personali e domiciliari sono stati sequestrati 10 immobili, 1 autovettura, denaro contante, 92 conti correnti, oggetti in oro e ulteriori beni di valore.
L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Procura di Foggia, rientra nell’azione di contrasto all’indebita percezione di prestazioni assistenziali, fenomeno che sottrae risorse pubbliche destinate a chi ne ha realmente diritto e incide negativamente sull’equità e sulla coesione sociale.
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