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Taranto
02 Febbraio 2026 - 16:53
Il Tribunale di Taranto
TARANTO - Scatta lo stato di agitazione per i lavoratori addetti ai servizi di portierato e reception nelle sedi della Corte di Appello di Brindisi, Lecce e Taranto. A proclamarlo è la UILTuCS Puglia, che contesta le decisioni assunte dalla Corte di Appello di Lecce, stazione appaltante del servizio.
Alla scadenza del contratto con la società Clean Service srl, attivo nell’ambito della convenzione Consip, l’amministrazione giudiziaria ha proceduto a un affidamento diretto sotto soglia, della durata di 4 mesi, alla società Bruma Investigazioni, in attesa dell’espletamento di una nuova gara. Una soluzione temporanea che, secondo il sindacato, introduce però un taglio di circa il 30% delle prestazioni, con effetti immediati e rilevanti sui livelli occupazionali.
La UILTuCS giudica la scelta particolarmente penalizzante. Il segretario generale regionale Marco Dell’Anna parla di una decisione che mette a rischio il futuro di oltre 30 lavoratori, esponendoli a una condizione di forte precarietà. Una situazione che, secondo il sindacato, appare ancora più grave perché determinata da una committenza pubblica, chiamata invece a garantire tutela del lavoro e dignità occupazionale.
Sotto osservazione anche modalità e tempi dell’affidamento, ritenuti critici perché anticipano una riduzione degli orari prima ancora dell’avvio della nuova procedura di gara. Un passaggio che, per la UILTuCS, rischia di creare un precedente pericoloso, scaricando sulle maestranze il peso delle scelte amministrative.
Nel quadro della vertenza, Taranto emerge come uno dei territori più esposti. A sottolinearlo è Alfonso Galiano, componente della segreteria UILTuCS Taranto, che evidenzia come l’appalto si inserisca in un contesto locale già segnato da decine di crisi occupazionali nel commercio, nei servizi e negli appalti. Ogni ulteriore riduzione di orario, avverte il sindacato, contribuisce ad aggravare una crisi economica e sociale strutturale che da tempo colpisce il territorio jonico.
A partire da lunedì 2 febbraio, i lavoratori hanno avviato lo sciopero, accompagnato da sit-in di protesta davanti al Tribunale Penale di Lecce. Contestualmente, la UILTuCS ha chiesto l’apertura di un confronto urgente con la Corte di Appello di Lecce e con il Comitato SEPAC della Regione Puglia, nel tentativo di individuare soluzioni in grado di salvaguardare l’occupazione.
Il sindacato annuncia che, in assenza di risposte concrete, la mobilitazione proseguirà con ulteriori iniziative, ribadendo l’obiettivo di evitare che proprio un appalto pubblico diventi simbolo di un nuovo arretramento sul fronte dei diritti e del lavoro nel territorio pugliese.
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