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Il fatto
02 Febbraio 2026 - 08:05
Olio extravergine di oliva
BARI - La campagna olearia in Puglia chiude con risultati di grande rilievo, segnati da una qualità elevata e da una produzione in recupero, nonostante siccità e fenomeni climatici estremi. A evidenziarlo è Coldiretti Puglia, sottolineando come l’olio extravergine regionale continui a rafforzare la propria presenza sui mercati nazionali e internazionali. Il valore alla produzione degli oli DOP ha raggiunto 82 milioni di euro, mentre gli extravergini DOP Terra di Bari registrano una crescita del 62%, guidando la classifica nazionale dell’export secondo i dati ISMEA e Qualivita.
Accanto al peso economico, viene ribadito anche il ruolo dell’olio extravergine come elemento centrale della dieta mediterranea e come alleato della salute. Oltre ai benefici cardiovascolari, recenti evidenze scientifiche collegano il consumo di extravergine alla prevenzione di patologie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson e al rallentamento del declino cognitivo. Una revisione scientifica condotta dall’Università del Molise in collaborazione con Harvard, pubblicata su Nutritional Neuroscience, ha analizzato 32 studi, evidenziando il ruolo protettivo dei polifenoli come idrossitirosolo, oleuropeina e oleocantale. Risultati analoghi emergono anche dallo studio spagnolo Predimed, che in 15 anni di osservazione ha rilevato una riduzione del 40% del rischio di deficit cognitivi o demenza in chi segue una dieta mediterranea arricchita con circa 1 litro a settimana di extravergine ad alto contenuto di polifenoli.
Il peso dell’olivicoltura pugliese resta centrale. In regione l’olivo copre oltre 370.000 ettari, pari al 64% della superficie agricola utilizzata, coinvolgendo 148.127 aziende, il 43% del totale. Il comparto conta 5 oli extravergine DOP e 1 IGP Olio di Puglia, con circa 60 milioni di ulivi, che rappresentano il 40% della superficie olivetata del Sud Italia, quasi il 32% di quella nazionale e l’8% a livello europeo. La Produzione Lorda Vendibile del settore è stimata in circa 1 miliardo di euro.
Resta però alta l’attenzione sulle distorsioni del mercato legate alle importazioni estere. Coldiretti e Unaprol hanno chiesto l’istituzione di una Cabina di Regia straordinaria per coordinare le attività di contrasto alle irregolarità, proponendo controlli rafforzati nei porti e ai punti di ingresso delle merci, verifiche sull’origine dei prodotti e sul rispetto dei limiti dei residui fitosanitari, oltre al monitoraggio dei contratti futures nelle principali Borse Merci per prevenire speculazioni e frodi.
Nel 2025 oltre 500 milioni di chili di olio d’oliva sono arrivati in Italia dall’estero, comprimendo i prezzi dell’extravergine nazionale e favorendo pratiche scorrette. Emblematico il caso dell’olio tunisino, con arrivi cresciuti del 40% nei primi 10 mesi dell’anno e un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo, dinamica che scarica sugli olivicoltori il peso di una concorrenza definita sleale. Non mancano, inoltre, episodi di sofisticazione, come oli di semi colorati con clorofilla e venduti come extravergine.
Decisiva viene indicata anche la corretta informazione ai consumatori. Coldiretti Puglia richiama l’attenzione sulla dicitura generica “olio di oliva”, che spesso indica prodotti ottenuti con processi industriali di deacidificazione e rettifica, trattamenti che riducono naturalità e valore nutrizionale. Altro nodo riguarda le etichette, dove la scritta “Confezionato in Italia” appare in evidenza mentre l’origine Ue o extra Ue è riportata in caratteri poco leggibili, generando confusione e penalizzando i produttori italiani.
In questo quadro, Coldiretti Puglia sottolinea l’importanza delle risorse recuperate dalla Pac, ritenute strategiche per sostenere gli investimenti nel comparto olivicolo e rafforzare la produzione nazionale, tutelando una filiera considerata centrale per l’economia e l’identità del territorio.
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