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Taranto

Risate e dialetto al Fusco: sold out per l’apertura del Festival Majorano

Grande successo per la compagnia “Il Laboratorio di Mimmo Fornaro” che inaugura la sesta edizione della rassegna con una commedia brillante, tra applausi e temi attuali

Grande successo per la compagnia “Il Laboratorio di Mimmo Fornaro”

Grande successo per la compagnia “Il Laboratorio di Mimmo Fornaro”

TARANTO - La commedia “Frate e sore affeziunate, c’u nepote penziunate”, messa in scena dagli attori della compagnia “Il Laboratorio di Mimmo Fornaro”, ha inaugurato venerdì 30 gennaio al Fusco, registrando il “sold out”, la sesta edizione del Festival del Teatro dialettale “Alfredo Majorano”, istituito dal Comune e realizzato dall’associazione artistico culturale “Compagnia Teatrale Lino Conte” su mandato della Fita Puglia.

Ispirata alla commedia dell’arte di scuola francese e ai lavori di Georges Feydeau, la divertente rappresentazione si è sviluppata a ritmi veloci con repentini colpi di scena. Il tutto ha fatto perno sulle vicende dell’ultrasessantenne Dino (Mimmo Fornaro) che, dopo aver ceduto la sua palestra, si accinge alla sua nuova condizione di pensionato. Dopo la morte della mamma, affetta da ludopatia e poi suicidatasi, gli hanno fatto da genitori gli zii, i fratelli Erminia e Gildo, quest’ultimo un vecchio attore gay mai rassegnatosi al trascorrere del tempo (impersonati rispettivamente da Anna Prunella e Antonio Spagnulo, interpreti di sperimentata bravura).

Attorno a loro, ruotano le esilaranti vicende del dottore (Eros Galiano) che, dopo una delusione sentimentale, si trova a sperimentare nuovi gusti sessuali; dell’estetista Giusy (Nunzia D’Ettorre), confidente di Gildo e sposata con il perdigiorno Peppe (Peppe Dell’Aglia); della bruttarella Teresa (la brava Anna Andrisani), innamorata non ricambiata di Dino; della prosperosa signora Lenticchia (Mina Abbatista); di Giacomo (Pasquale Fazio), amico del protagonista che riuscirà alla fine a trovare l’anima gemella. E, infine, i titolari di un’agenzia di escort, Ermanno e Katia (Riccardo Dipalma e Katia Surdo), che ingaggeranno Dino quale gigolò: gli esiti del primo “appuntamento di lavoro” sono piuttosto deludenti, ma alla fine sono il presupposto di una clamorosa riconciliazione.

La commedia, anche se ambientata a Taranto e scritta in dialetto tarantino, potrebbe essere ben contestualizzata in ogni città, mettendo in evidenza una serie di tematiche sociali e personali, donando al pubblico la giusta dose di risate e riflessioni di cui oggi tutti necessitiamo.

Alla fine tanti applausi per il lavoro di Mimmo Fornaro, ormai autentica maschera della tarantinità, che sarà replicato sabato 21 febbraio alle ore 21 al teatro “Turoldo”.

Il secondo appuntamento con il Festival “Majorano” è invece in programma venerdì 13 marzo con la compagnia “La Rotaia” che proporrà la commedia “Un marito di troppo - ovvero 'A contesse... d'a scarcioppele" scritto e diretto da Gianfranco Carriglio.

Invece venerdì 6 febbraio si torna al “Festival Premio Città di Taranto”, per il teatro in lingua. In scena ci sarà la compagnia teatrale “La Cricca” di Aldo L’Imperio con il capolavoro teatrale “Farà giorno”.

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