TARANTO - La vertenza che coinvolge i lavoratori di Vestas Italia resta aperta e continua a tenere alta la tensione sul fronte occupazionale. A intervenire è il segretario generale della Fiom-Cgil di Taranto, Francesco Brigati, che rivolge un appello diretto al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, affinché prosegua il percorso di mediazione avviato nelle ultime settimane.
Secondo Brigati, la fase che si aprirà il 3 febbraio sarà decisiva per il futuro dei dipendenti, ancora in sciopero dopo l’annuncio aziendale del trasferimento in provincia di Melfi. «Rivolgiamo un appello al presidente della Regione Puglia affinché prosegua il lavoro di mediazione e sostenga i lavoratori nella delicata fase che sta per aprirsi», afferma il segretario Fiom, sottolineando come il ruolo istituzionale sia stato finora «fondamentale per favorire e riaprire il dialogo con l’azienda».
Il nodo centrale resta la mancata formalizzazione del verbale dell’incontro tenutosi in Regione. «Ora è necessario dare continuità a questo impegno per consentire ai lavoratori di sospendere lo sciopero attraverso la stesura del verbale e affrontare il confronto di merito con maggiore serenità», spiega Brigati, chiarendo che solo dopo questo passaggio potrà aprirsi il tavolo di confronto in Confindustria.
Nel ricostruire le ragioni della mobilitazione, il segretario Fiom torna sui passaggi precedenti all’annuncio del trasferimento. «Durante la consultazione prevista dall’articolo 9 del contratto nazionale, il 7 luglio, l’azienda non aveva comunicato alcuna ipotesi di trasferimento», ricorda Brigati, aggiungendo che «è evidente che una decisione di questo tipo non si costruisce dall’oggi al domani». Una scelta che, secondo il sindacato, rappresenta «una grave criticità nelle relazioni industriali».
Brigati richiama anche il peso strategico della Puglia per il gruppo industriale. «Nel 2025 era previsto un installato di 450 megawatt, con il 40% in Puglia, quota destinata a salire al 50% nel 2026», osserva, evidenziando come la regione rappresenti «un territorio centrale per l’azienda». Da qui la preoccupazione per le ricadute sul tessuto produttivo locale e sull’indotto della provincia di Taranto.
L’attuale fase viene definita dal segretario Fiom come «una vittoria a metà». «Pur apprezzando l’apertura dell’azienda a valutare una diversa collocazione dei lavoratori in Vestas Blades, resta il fatto che un sito produttivo viene comunque perso», afferma, ribadendo che l’obiettivo resta «evitare il trasferimento e garantire la permanenza dei lavoratori a Taranto».
Da qui il nuovo appello finale alla Regione. «I lavoratori hanno deciso di sospendere lo sciopero ad oltranza solo dopo aver preso atto del verbale redatto in Regione Puglia», conclude Brigati, chiedendo «di accelerare sulla stesura dello stesso affinché si arrivi a una soluzione che tuteli l’occupazione e il radicamento industriale sul territorio».
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