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Monteparano

Vandalizzato il cimitero

La rabbia del sindaco, Maristella Carabotto, dopo il grave episodio

Maristella Carabotto

Maristella Carabotto

La cosa è passata quasi inosservata ai più, ma non ai cittadini di Monteparano che hanno avuto un risveglio amaro nella giornata dell’altro ieri. Alle prime luci del mattino, il custode del locale campo santo, ha contattato il Comune per segnalare una scena che definire sconvolgente è poco: numerose tombe erano state private dei loro vasi in ottone, mentre alcune statue votive erano scomparse nel nulla.

Un colpo al cuore per le famiglie dei defunti e un’offesa profonda al luogo che, più di ogni altro, dovrebbe essere sinonimo di rispetto e silenzio. Allertati immediatamente, i Carabinieri della stazione di San Giorgio Jonico si sono recati sul posto insieme al Sindaco Maristella Carabotto per il sopralluogo di rito, che ha effettivamente confermato la gravità dell’accaduto: almeno quaranta tombe risultavano deturpate, con segni evidenti di scasso e rimozioni forzate. Secondo una prima stima, sarebbero stati sottratti una settantina di vasi in ottone e cinque mezzi busti raffiguranti santi, anch’essi in ottone, molto probabilmente destinati al mercato illegale dei metalli. Il furto non è solo un danno materiale rappresentando infatti un gesto che lacera la sensibilità collettiva e che colpisce le famiglie nel luogo più intimo e sacro, quello della memoria dei propri cari defunti.

«È la seconda volta che accade – spiega visibilmente costernata la Carabotto – e non possiamo più tollerare un simile scempio. Si tratta di un atto inaccettabile e profondamente offensivo per i nostri defunti e per l’intera comunità». Parole che non fanno altro che restituire la misura dell’indignazione e della preoccupazione dell’intera comunità monteparanese. Probabilmente gli inquirenti stanno raccogliendo elementi utili a ricostruire la dinamica del raid, avvenuto con ogni probabilità nelle ore notturne. La scelta mirata solamente degli oggetti in ottone poi, lascia pensare a un’azione organizzata, forse opera di gruppi che rivendono il metallo a peso. Un fenomeno purtroppo non nuovo, ma che continua a colpire con brutalità luoghi che dovrebbero restare inviolabili. Per prevenire nuovi episodi, il Comune ha annunciato l’avvio delle procedure per l’installazione di un sistema di videosorveglianza all’interno e all’esterno del cimitero. Una misura ovviamente necessaria, per restituire sicurezza e tutela a un luogo che appartiene a tutti.

Resta nel frattempo, la ferita aperta di una comunità che si ritrova a fare i conti con un gesto vile, capace di trasformare un luogo di raccoglimento in teatro di profanazione, ma si spera, al di la della videosorveglianza, che simili atti non si ripetano mai più.

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