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Grottaglie

Cooperativa Futura Dast, il caso Porto Franco divide la politica

Convocazione urgente della III Commissione consiliare. Al centro il futuro della sede che accoglie 32 ragazzi con disabilità e il confronto tra gara pubblica e co-progettazione

Cooperativa Futura Dast, il caso Porto Franco divide la politica

Una veduta di Grottaglie

GROTTAGLIE - Il "caso" della Cooperativa Futura Dast diventa un banco di prova per l’intera politica grottagliese. È di queste ore la richiesta ufficiale di convocazione urgente della III Commissione Consiliare, firmata dai consiglieri di opposizione e guidata da Giuseppina Cassese e Vito Rossini del Movimento 5 stelle, per affrontare il nodo della sede di "Porto Franco".

Da oltre vent’anni, la Futura Dast è protagonista apprezzata dell’inclusione sociale a Grottaglie, assistendo 32 ragazzi con disabilità. Tuttavia, il comodato d'uso dell'immobile e il successivo contratto di locazione con il Comune sono scaduti a novembre 2025 e hanno lasciato la cooperativa in un limbo pericoloso. L’intenzione dell’Amministrazione di procedere con una gara pubblica ha acceso il dibattito. Da un lato chi invoca il rigore delle procedure, dall'altro chi chiede di proteggere un patrimonio umano e sociale unici.

Il confronto interno alle forze politiche evidenzia due visioni opposte del governo della città. Se una parte della politica sembra trincerarsi dietro il dogma del "si deve fare la gara", l'area più vicina ai bisogni del territorio, supportata da un’analisi tecnica puntuale, propone una strada diversa, quella della co-progettazione dei servizi sociosanitari, prevista dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017).

Il punto di svolta è che la legge non obbliga affatto al "freddo" bando di gara. Il Codice del Terzo Settore e la giurisprudenza della Corte Costituzionale (Sentenza 131/2020) permettono, anzi incoraggiano, la co-progettazione. Si tratta di un modello in cui Comune e Cooperativa si siedono a un tavolo per garantire la continuità terapeutica dei ragazzi, evitando il trauma di uno sfratto o di un cambio di gestione basato solo sul massimo vantaggio economico.

Il destino di "Porto Franco" e dei suoi 32 ragazzi dipende dalla volontà politica di interpretare le norme come un'opportunità.

Mentre l'Amministrazione riflette sulla strada da intraprendere, le opposizioni premono per un atto di coraggio che metta al centro la dignità delle persone sopra la fredda logica dei bandi.

A tal proposito, il Movimento 5 Stelle Grottaglie, con un proprio comunicato, ha preso una posizione netta, denunciando come l’ipotesi di una gara pubblica rischi di «interrompere un servizio di altissimo valore sociale, costruito nel tempo con impegno e dedizione». Secondo i pentastellati, l'incertezza sul rinnovo del contratto per l’immobile comunale rappresenta una minaccia concreta. «La possibile chiusura delle attività avrebbe conseguenze gravi per le famiglie coinvolte e per l’intera città».

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