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Bari
30 Gennaio 2026 - 07:00
La Presidenza della Regione Puglia a Bari
BARI - Nessuna apertura alla reintegra del personale il cui rapporto di lavoro si è concluso il 31 dicembre 2025. È quanto emerso dalla riunione del Comitato SEPAC della Regione Puglia, nel corso della quale IPSOS ha ribadito la propria posizione, escludendo qualsiasi ripensamento sulle cessazioni avvenute a fine anno. A renderlo noto è un comunicato della Cgil Puglia, che annuncia l’avvio di iniziative legali a tutela dei lavoratori coinvolti.
A Bari l’azienda opera attraverso un call center con oltre 150 addetti, inquadrati come collaboratori coordinati e continuativi. Rapporti contrattuali caratterizzati da una struttura fragile, ma che nel tempo hanno assicurato continuità occupazionale e stabilità organizzativa. Nel corso del 2025, tuttavia, si è registrato un cambio di impostazione che ha portato alla cessazione dei rapporti di lavoro di 8 persone.
Secondo il sindacato, quanto avvenuto non può essere ricondotto a una semplice scadenza contrattuale. A sostenerlo è Alessandro Castellana, che per NIdiL CGIL Puglia parla di un licenziamento collettivo di fatto. L’azienda, infatti, avrebbe escluso l’esistenza di una crisi aziendale, confermando invece che nel 2025 sono stati effettuati investimenti e nuove assunzioni, elementi ritenuti incompatibili con l’estromissione dei lavoratori a fine anno.
Nel comunicato vengono inoltre richiamati episodi giudicati particolarmente critici, verificatisi nei mesi precedenti alle cessazioni. Tra questi, periodi prolungati di assenza di attività lavorativa, con azzeramento o forte riduzione delle ore pur in presenza di contratti formalmente attivi, oltre a forme di controllo a distanza considerate invasive. Una gestione che, secondo NIdiL CGIL, avrebbe anticipato una riorganizzazione del modello produttivo realizzata a scapito dei lavoratori.
Il sindacato evidenzia come l’assegnazione delle attività e delle ore di lavoro fosse rimessa a scelte unilaterali dell’azienda, in un contesto in cui la possibilità stessa di lavorare sarebbe divenuta oggetto di valutazioni discrezionali, con il rischio di comportamenti discriminatori o punitivi.
Nel corso del confronto istituzionale, il ruolo del Comitato SEPAC viene definito centrale per aver favorito il dialogo tra le parti. Tuttavia, nonostante una formale disponibilità al confronto, IPSOS ha escluso ogni ipotesi di reintegra. Per il sindacato, il rientro dei lavoratori avrebbe rappresentato un passaggio necessario per ristabilire relazioni sindacali corrette e un clima di maggiore serenità.
Le cessazioni hanno riguardato lavoratrici e lavoratori con oltre 10 anni di attività all’interno dell’azienda, professionalità consolidate che, secondo la Cgil, hanno garantito nel tempo qualità e continuità del servizio. Rapporti interrotti senza preavviso e senza alcun confronto preventivo, una modalità ritenuta di particolare gravità.
Di fronte alla confermata chiusura dell’azienda, NIdiL CGIL Puglia annuncia che proseguirà con tutte le iniziative sindacali e legali necessarie per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
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