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Taranto

Assolti gli otto autisti Kyma Mobilità. Erano accusati di violenza sessuale su disabile

Il Tribunale chiude il caso scoppiato nel 2021. Il collegio giudicante ha pronunciato sentenza di assoluzione. Le reazioni sindacali

Autobus

Autobus urbano - archivio

TARANTO - Si è concluso con l’assoluzione di tutti gli imputati il processo che vedeva alla sbarra 8 autisti di Kyma Mobilità-Amat accusati di violenza sessuale aggravata ai danni di una giovane donna disabile di 20 anni. La decisione è stata assunta dal collegio del Tribunale di Taranto presieduto dal giudice Elvia Di Roma, che ha emesso la sentenza al termine del dibattimento.

L’indagine, condotta dagli investigatori della Squadra Mobile e coordinata dal pubblico ministero Marzia Castiglia, aveva preso avvio dalla denuncia presentata dalla presunta vittima. Secondo l’impostazione accusatoria, gli episodi contestati si sarebbero verificati a bordo degli autobus di linea, con condotte differenziate attribuite ai singoli imputati.

In base al racconto reso agli investigatori, la ragazza aveva riferito che alcuni dei presunti abusi si sarebbero limitati a palpeggiamenti, mentre altri avrebbero comportato rapporti sessuali completi. La giovane aveva inoltre indicato come luoghi degli incontri aree isolate, tra cui zone sotto un cavalcavia nei pressi del capolinea del porto mercantile e aree vicine a una portineria dell’ex Ilva, dove i mezzi sarebbero stati fermati e le porte chiuse.

Al termine dell’istruttoria e della discussione delle parti, il collegio giudicante ha ritenuto non provate le accuse, disponendo l’assoluzione di tutti gli autisti coinvolti nel procedimento.

A commentare la sentenza è intervenuta UGL Autoferrotranvieri Taranto, che ha espresso piena soddisfazione per l’esito del processo conclusosi il 22 gennaio 2026 davanti alla Prima Sezione Penale del Tribunale di Taranto. L’organizzazione sindacale ha sottolineato come l’assoluzione con formula piena degli 8 autisti dell’allora AMAT S.p.A., oggi Kyma Mobilità, chiuda definitivamente una vicenda giudiziaria che per anni ha inciso in modo profondo sulla loro vita personale e lavorativa.

Secondo il sindacato, la decisione del collegio giudicante ristabilisce la verità dei fatti e restituisce dignità e onore a lavoratori che hanno sempre operato con correttezza e rispetto nei confronti dell’utenza e dell’azienda. Una sentenza che, viene rimarcato, va oltre il piano giudiziario e assume un valore umano e professionale.

«Questa pronuncia non segna soltanto la fine di un processo, ma rappresenta una vera riabilitazione morale per colleghi che hanno sopportato per anni un peso enorme pur essendo estranei a qualsiasi condotta illecita», ha dichiarato Andrea Basile, segretario territoriale UGL Autoferrotranvieri Taranto.

Nel suo intervento, Basile ha evidenziato come il verdetto confermi ciò che il sindacato ha sempre sostenuto: «Quei lavoratori erano e restano persone oneste, professionali e rispettabili». Parole che ribadiscono la fiducia mai venuta meno nei confronti degli autisti coinvolti.

L’UGL Autoferrotranvieri Taranto ha inoltre rinnovato la propria vicinanza agli autisti assolti e alle loro famiglie, che hanno affrontato anni di difficoltà e sospetti rivelatisi infondati, riaffermando al contempo l’impegno del sindacato nella tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori del trasporto pubblico locale.

Secondo l’organizzazione sindacale, la sentenza contribuisce anche a restituire serenità all’intera categoria dei dipendenti dell’ex AMAT, oggi Kyma Mobilità, che quotidianamente assicurano un servizio essenziale per la città di Taranto, riportando equilibrio e credibilità in un contesto segnato a lungo da una vicenda giudiziaria complessa e dolorosa.

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