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Violenze sui bus, parla la vittima

Il tribunale di Taranto

Il tribunale di Taranto

Sarà sentita in aula la disabile vittima degli abusi contestati agli autisti Amat. L’interrogatorio è stato fissato dal giudice dell’udienza preliminare Rita Romano per il 5 maggio prossimo quando il procedimento tornerà in aula. Alla richiesta formulata dal pubblico ministero Marzia Castiglia si sono associati anche i difensori degli otto imputati. Per tutti lo stesso pm ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di violenza sessuale commessa in danno di una persona con disabilità psichica, una 20enne tarantina, parte offesa nel procedimento. La vicenda, approdata davanti al gup mercoledì 13 aprile dopo il rinvio della prima udienza dello scorso mese di marzo, ruota intorno alla denuncia della vittima. La giovane, dopo essersi confidata col fidanzato, ha deciso di chiedere aiuto ai Carabinieri e raccontare quello che le era accaduto in diverse circostanze a bordo di alcuni bus dell’Amat. Secondo la ricostruzione dei militari, che hanno acquisito le dichiarazioni della parte offesa e hanno svolto le indagini, gli indagati, approfittando dell’incapacità della ragazza di respingere le loro pesanti avances l’avrebbero costretta a subire rapporti sessuali. Quanto riferito dalla vittima avrebbe trovato riscontro in numerosi messaggi, e a quanto pare anche in qualche immagine, scambiati dai soggetti coinvolti con i rispettivi telefonini. L’inchiesta è esplosa a luglio dello scorso anno con la notifica agli otto autisti di un’ordinanza del gip del Tribunale di Taranto di divieto di avvicinamento ai luoghi della vittima. Il provvedimento cautelare (il pm aveva chiesto l’arresto) ha fatto scattare anche un altro provvedimento sul luogo da parte dell’azienda municipalizzata. Infatti, dopo un’indagine interna, l’Amat ha disposto l’immediata sospensione degli indagati in via cautelativa e in attesa che chiariscano la loro posizione. Stando sempre al racconto della vittima, gli abusi sessuali sarebbero stati perpetrati a bordo dei bus, nelle ore serali nel piazzale vicino al porto mercantile. A fine corsa e in ore della sera in cui la zona è semibuia e poco frequentata, gli autisti, è la pesante accusa, parcheggiavano i mezzi e chiudevano le porte, per poi approfittare della povera ragazza. A quel punto lei, terrorizzata, avrebbe riferito agli investigatori, non sarebbe riuscita nemmeno a urlare. E comunque ogni reazione o grida di aiuto sarebbero state inutili perché da lì nessuno avrebbe potuto sentirla. Gli squallidi episodi si sarebbero ripetuti in quanto lei, nel corso della giornata, era solita prendere spesso i mezzi pubblici dove incontrava gli autisti, con alcuni dei quali aveva un rapporto di conoscenza. Le accuse a carico degli autisti, tutti incensurati, saranno vagliate dal gup Romano che si pronuncerà sulla richiesta di rinvio a giudizio del pm Castiglia. Di fondamentale importanza per gli sviluppi processuali della vicenda potrebbero essere le dichiarazioni che renderà in aula la ragazza il 5 maggio prossimo. A interrogarla ci saranno il pm, il gup e i difensori degli imputati fra i quali gli avvocati Alessandro Scapati, Alessandra Semeraro, Marino Galeandro, Pasqualino Miraglia e Vincenzo Monteforte.
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