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Brindisi
22 Gennaio 2026 - 09:41
Cia Due Mari
BRINDISI – Una denuncia netta sullo stato di inattività del Parco naturale regionale delle Dune costiere arriva dalla Cia Agricoltori Italiani Due Mari, che ha inviato una nota ufficiale alla Provincia di Brindisi e ai Comuni di Ostuni e Fasano. Al centro della presa di posizione, l’inerzia che da anni caratterizzerebbe l’azione dell’ente Parco, in particolare nei confronti del comparto agricolo.
Secondo la Cia, l’attenzione verso l’agricoltura sarebbe venuta progressivamente meno dopo il 2020, interrompendo un percorso di valorizzazione che aveva contraddistinto la fase iniziale del Parco. Un arretramento che, a giudizio dell’organizzazione, appare ancora più grave se si considera che l’area protetta si estende per 1.100 ettari, dei quali circa il 90% è costituito da superfici agricole. Un territorio che ospita centinaia di aziende, masserie, agriturismi, oliveti plurisecolari e insediamenti rupestri, elementi che rappresentano il cuore identitario e produttivo del Parco.
La Cia sottolinea come siano ormai lontani i tempi delle iniziative di promozione delle produzioni agricole sostenibili e delle attività di valorizzazione del territorio, così come risultano assenti da anni i percorsi di concertazione con gli agricoltori e con le associazioni di rappresentanza. A questo si aggiunge la sostanziale scomparsa della Consulta del Parco, istituita nell’ottobre 2016 come strumento di partecipazione e confronto con enti e realtà locali, ma rimasta operativa solo nei primi anni dalla sua nascita.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la trasparenza amministrativa. Secondo quanto evidenziato dalla Cia, consultando il sito istituzionale del Parco, la pubblicazione degli atti risulterebbe ferma al 2021, rendendo di fatto impossibile conoscere l’attività svolta dalla giunta e dalla direzione negli anni successivi. «Dal 2021 ad oggi – è la valutazione dell’organizzazione – non emergono iniziative concrete, in particolare a favore dell’agricoltura».
Nel comunicato viene inoltre ricordato come l’esistenza stessa del Parco sia legata al lavoro di tutela e conservazione svolto nei secoli dai proprietari e dai conduttori dei terreni, che hanno contribuito a preservare un paesaggio di elevato valore ambientale e culturale. Per questo, la Cia giudica inaccettabile l’attuale fase di stallo, aggravata dal fatto che da diversi mesi gli organi esecutivi del Parco sono scaduti e che non vi siano indicazioni chiare sul loro rinnovo.
Da qui l’appello rivolto agli enti che compongono l’assemblea consortile del Parco. La Cia chiede a Provincia di Brindisi e Comuni di Ostuni e Fasano di intervenire senza ulteriori rinvii, procedendo al rinnovo degli organi di governo dell’ente e consentendo così al Parco delle Dune costiere di riprendere pienamente il proprio ruolo, rilanciando attività e funzioni in una prospettiva rinnovata e più attenta al mondo agricolo.
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