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Taranto

Un tarantino candidato al Consiglio comunale di Brest in Francia

La vicenda di Antonio Eccelso, emigrato per amore e di suo figlio Eric Giovanni, racconta un’Italia che continua a vivere forte anche lontano da casa

A destra Eric Giovanni Eccelso - foto di Le Télégramme/David Cormier

A destra Eric Giovanni Eccelso - foto di Le Télégramme/David Cormier

TARANTO - Ci sono storie che attraversano il mare senza mai recidere il legame con la terra d’origine. È la storia di Antonio Eccelso, tarantino, marinaio per vocazione e francese d’adozione, e di suo figlio Eric Giovanni Eccelso, oggi candidato alle elezioni municipali nella città di Brest. Una storia che parla di emigrazione, identità doppia, memoria e di quell’amore per l’Italia che, spesso, si rafforza proprio quando si vive lontano.

Antonio nasce a Taranto e sceglie giovanissimo la Marina Militare. La sua vita è segnata dal mare, dagli imbarchi e da un’esperienza simbolica come quella sull’Amerigo Vespucci. Nel 1972, durante uno scalo a Brest, l’incontro che cambia tutto: una ragazza del posto, l’amore, il matrimonio. Nel 1975 la scelta definitiva di stabilirsi in Francia, dopo aver concluso il corso IGP.

Antonio Eccelso

Non è un passaggio semplice. Antonio racconta i primi anni difficili, il lavoro trovato dove capitava, la lingua compresa ma non ancora parlata, la fatica di ricominciare da capo. Una vita costruita passo dopo passo, fino all’occasione che segna la svolta: nel 1979, grazie a un’amicizia nata quasi per caso, ottiene la possibilità di lavorare in un centro per l’inserimento degli adolescenti. Studia, si forma, supera gli esami e diventa educatore tecnico, chiudendo una carriera durata 39 anni.

Oggi Antonio è in pensione, ma tutt’altro che fermo. È impegnato nel sociale e nella cultura come presidente di un’associazione italiana, gemellata con una realtà siciliana, e rappresenta un punto di riferimento per la comunità italiana a Brest. Quando le navi italiane attraccano nel porto bretone, lui è lì, accolto con affetto, come un ponte vivente tra due Paesi.

Quel ponte oggi passa anche attraverso suo figlio Eric Giovanni. Nato e cresciuto tra due culture, fiero delle sue origini italo-francesi, Eric ha seguito inizialmente una strada simile a quella del padre, con una breve esperienza militare e 10 anni nella Marine Nationale come sottufficiale. Congedato, ha scelto l’impegno sociale, lavorando in una associazione nazionale per l’inserimento dei giovani, con responsabilità nella manutenzione delle strutture.

Ora la nuova sfida: la candidatura al Consiglio comunale di Brest. Un passo che, per la famiglia Eccelso, ha anche un valore simbolico. Brest e Taranto sono infatti legate da un patto di gemellaggio, e l’idea di rafforzare i rapporti socio-culturali e turistici tra le due città non è solo un ricordo istituzionale, ma una prospettiva concreta che prende forma nelle persone.

In questa storia privata che diventa pubblica c’è una riflessione che Antonio affida alle sue parole: l’Italia si ama moltissimo quando si vive all’estero, spesso più intensamente di chi resta. È un amore fatto di memoria, di confronto quotidiano con un’altra cultura, di radici che non si dimenticano mai.

Da Taranto a Brest, passando per il mare e per le generazioni, la vicenda degli Eccelso è un racconto di costume e società che parla di migrazione non come perdita, ma come trasformazione, dove l’identità si allarga senza dissolversi e dove il legame con la città d’origine resta saldo, anche quando il futuro si costruisce altrove.

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