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Taranto

Vestas, sciopero a oltranza. La vertenza si infiamma

Francesco Brigati: "Necessario un intervento immediato"

Francesco Brigati

Francesco Brigati

La vertenza che coinvolge le lavoratrici e i lavoratori di Vestas Italia, azienda attiva nel settore delle energie rinnovabili, è giunta a un punto critico. La decisione della multinazionale di avviare una procedura di trasferimento che comporterebbe spostamenti fino a 200 chilometri ha generato forte preoccupazione tra il personale e nelle organizzazioni sindacali. L’assenza di risposte istituzionali e la mancanza di un confronto costruttivo con l’azienda hanno spinto Fiom-Cgil e Uilm a proclamare uno sciopero ad oltranza.

«A partire da domani (lunedì 19 gennaio) – dichiara il segretario generale della Fiom-Cgil Taranto, Francesco Brigati – prenderà avvio lo sciopero ad oltranza delle lavoratrici e dei lavoratori di Vestas Italia, una mobilitazione resa inevitabile dall’assenza totale di risposte da parte dell’azienda».

Brigati sottolinea come, nonostante i ripetuti solleciti, non vi sia stata alcuna interlocuzione con l’azienda e tanto meno rispetto alle sollecitazioni e alla richiesta di incontro inoltrato dal Sindaco di Taranto . «Insieme alla Uilm – prosegue – abbiamo formalizzato una richiesta di incontro urgente alla Task Force regionale per l’occupazione perché riteniamo indispensabile che tutte le istituzioni, dal Comune alla Regione, esercitino pienamente il loro ruolo in una vertenza che riguarda un pezzo fondamentale del tessuto produttivo e sociale del territorio».

Il segretario Fiom lancia un appello diretto: «Chiediamo al sindaco, ai parlamentari del territorio e a tutte le rappresentanze istituzionali di essere presenti domani alla mobilitazione, per sostenere concretamente le lavoratrici e i lavoratori Vestas in questa fase drammatica».

Brigati denuncia ancora una volta la gravità delle scelte aziendali: «È inaccettabile che una multinazionale continui a ragionare esclusivamente in termini di taglio dei costi, ignorando completamente l’impatto sulle persone e sulle loro famiglie. È impensabile pretendere trasferte di 200 chilometri come soluzione organizzativa, senza alcuna considerazione per la vita dei lavoratori».

La Fiom-Cgil ribadisce la richiesta centrale della vertenza: «Per riaprire un confronto vero – conclude Brigati – l’azienda deve sospendere immediatamente la procedura di trasferimento. Solo così sarà possibile avviare una discussione seria sul futuro produttivo e occupazionale del sito di Taranto».

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