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Taranto
17 Gennaio 2026 - 16:39
Città Vecchia
Non un addio ma un arrivederci. Il progetto ‘L’isola che accoglie’ volge a conclusione ma non le idee e le sinergie che da questo sono scaturite. Domenica 18 gennaio alle 10.00, con partenza da San Domenico, l’ultimo tour gratuito dedicato alla toponomastica popolare dell’Isola, tra memorie dialettali e racconti tramandati dagli abitanti. Un progetto di rigenerazione urbana partito due anni fa da un’idea della cooperativa Ethra, partner di Symbolum ETS, capofila del progetto finanziato da Fondazione con il Sud chiamato “L’Isola che accoglie”.
Gli archeologi di Ethra, insieme all’artista tarantina Simona Anna Gentile, hanno mappato una ventina di luoghi, a cui sono stati assegnati altrettanti Qrcode con la storia del posto e il suo nome tradizionale, per un viaggio di due ore, sempre diverso, alla scoperta di una Città vecchia sconosciuta ai più (evento gratuito con prenotazione obbligatoria al 379 118 2464). Domenica si attraverseranno quattro luoghi simbolo, con i loro nomi tradizionali: ‘U P’nnin, Rète a Sànte Paolo, Rète a ‘u Calvàrje, Rète a Mònte ‘l’vèt. Poi, concluso il percorso guidato, sosta accanto a piazzetta san Gaetano, dove verrà presentato il nuovo murale di Simona Anna Gentile. L’ultimo atto di un lavoro che la Gentile ha fatto, supportata da Franca Lenti, Marianna Bolognini, Rita Valente, Samia e Adriana Ressa, raccogliendo le testimonianze di residenti in Città vecchia e creando bozzetti con i nomi dei luoghi ‘riscoperti’, anche questi visibili sul posto in digitale, fino alla realizzazione la scorsa estate di un suggestivo dipinto murale realizzato su uno dei muri perimetrali del centro da lei, dalle bambine e dai bambini di piazzetta san Gaetano, che ne hanno dipinto la cornice con vernici ad acqua.
Domenica si replica con un altro dipinto su muro realizzato dalla Gentile, insieme ad un gruppo di collaboratori. Un lavoro di squadra tra alcuni dei partner del progetto ‘L’Isola che accoglie’, con Formedil che ha scrostato il muro, Ethra che ha ritinteggiato e l’artista Simona Gentile, insieme alla gente dei dintorni, che ha dipinto il murale, sempre su sfondo celeste, ispirandosi agli ex voto esposti nella chiesetta dedicata ai Santi Medici. Riccardo Chiaradia, amministratore di Ethra, traccia un bilancio. «Io penso che la missione del progetto, che era il coinvolgimento degli abitanti nella rigenerazione urbana del luogo, sia stata centrata. All’inizio sembrava difficile, abbiamo trovato qualche resistenza poi si sono entusiasmati. Al murale hanno collaborato tutti i bambini di largo san Gaetano, una decina circa e a distanza di un anno gli abitanti della zona se ne prendono cura. Non c’è una macchia, non è stato danneggiato o compromesso con scritte o altri disegni. Anche a questo secondo lavoro i residenti più piccoli hanno contribuito ed in questi mesi molti ci hanno chiesto di continuare insieme».
«Con Ethra - sottolinea don Emanuele Ferro, presidente di Symbolum Ets e parroco della Cattedrale di san Cataldo - è nato un bel connubio su più fronti. In particolare gli abitanti della zona hanno amato tanto questo progetto perché li ha messi al centro. Questo deve essere l’obiettivo. La gente di Città vecchia deve sentirsi una risorsa, dire la propria, essere protagonista del processo di rigenerazione urbana e sociale».
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