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Bari
08 Gennaio 2026 - 11:33
L'equipe di Neurochirurgia, diretta da Francesco Signorelli
BARI - Un grave rischio di perdita irreversibile della vista trasformato in una guarigione completa grazie a un lavoro di squadra tra strutture e competenze diverse. Una bambina di 10 anni ha recuperato totalmente la funzione visiva al termine di un articolato percorso diagnostico e terapeutico che ha coinvolto la Neurologia pediatrica dell’ospedale Giovanni XXIII e i reparti di Neurochirurgia e Otorinolaringoiatria del Policlinico di Bari.
La piccola era giunta al Pronto soccorso pediatrico con un marcato offuscamento della vista associato a una paralisi dei muscoli oculari. Gli accertamenti diagnostici avevano evidenziato una mastoidite all’orecchio destro, complicata da una trombosi venosa cerebrale estesa fino al seno cavernoso, una condizione che esponeva la paziente a un pericolo elevatissimo di danni visivi permanenti.
Di fronte alla complessità del quadro clinico, è stato immediatamente attivato un team multidisciplinare composto da neurologi pediatrici, neurochirurghi e otorinolaringoiatri. Dopo un confronto collegiale, è stata assunta la decisione di procedere con un intervento chirurgico combinato. Gli otorinolaringoiatri dell’équipe guidata dal Nicola Quaranta hanno eseguito un drenaggio trans-timpanico per eliminare il focolaio infettivo responsabile della trombosi, mentre la Neurochirurgia, diretta dal prof. Francesco Signorelli, ha posizionato una derivazione spinale esterna. Questa procedura ha consentito di ridurre in modo indiretto la pressione intracranica e di alleggerire la compressione sui nervi ottici, preservando la funzione visiva.
Come spiegato dallo stesso professor Signorelli, si è trattato di un approccio mirato e mininvasivo, scelto per evitare l’impianto di protesi definitive. Un aspetto particolarmente rilevante in età pediatrica, poiché la crescita del bambino avrebbe comportato nel tempo la necessità di ulteriori interventi chirurgici.
Il protocollo condiviso di gestione dell’ipertensione intracranica cronica, messo a punto dalle unità operative di Neurologia pediatrica e Neurochirurgia del Policlinico, ha portato nei 20 giorni successivi all’intervento a una progressiva normalizzazione delle pressioni intracraniche e alla completa regressione del deficit di motilità oculare.
Dopo 3 settimane, la derivazione è stata rimossa e la bambina ha potuto fare rientro a casa. Al controllo effettuato a 6 mesi, la trombosi risultava quasi completamente risolta e la vista pienamente recuperata, senza alcun deficit residuo.
A sottolineare il valore di questo risultato è il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce, che ha ricordato come nel 2025 siano state eseguite nella struttura oltre 70 procedure neurochirurgiche pediatriche, circa la metà delle quali per tumori cerebrali seguiti in stretta integrazione con l’oncologia pediatrica. Un dato che, insieme a questo caso, conferma l’efficacia di un modello multidisciplinare capace di offrire anche ai pazienti più piccoli cure avanzate e ad alta sicurezza.
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