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Taranto

Beni confiscati, nasce l’Osservatorio comunale: il plauso di Libera

Dopo il Regolamento approvato nel 2023, il Comune istituisce uno strumento ritenuto decisivo per trasparenza, controllo pubblico e riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti alle mafie

Nasce l'Osservatorio del Comune di Taranto sui beni confiscati

Nasce l'Osservatorio del Comune di Taranto sui beni confiscati

TARANTO - Il coordinamento provinciale di Libera – Associazione nomi e numeri contro le mafie accoglie positivamente la decisione del Comune di Taranto di istituire l’Osservatorio comunale sui beni confiscati alle mafie. Un passaggio che, secondo l’associazione, completa il percorso avviato con l’approvazione del Regolamento comunale sui beni confiscati, avvenuta nel dicembre 2023, dotando l’amministrazione di uno strumento operativo centrale per rendere concrete le politiche di riutilizzo sociale.

Nel comunicato diffuso dal coordinamento jonico, l’Osservatorio viene indicato come uno strumento indispensabile per fotografare in modo puntuale la situazione reale dei beni presenti sul territorio, consentendo di distinguere tra immobili occupati, già assegnati o ancora inutilizzati. Un monitoraggio ritenuto fondamentale per garantire trasparenza, controllo pubblico e corretta gestione di patrimoni sottratti alla criminalità organizzata.

Secondo Libera, l’Osservatorio potrà inoltre assumere un ruolo strategico come luogo di confronto e coprogettazione, capace di mettere in relazione istituzioni, associazioni e cittadinanza attiva. Un ambito nel quale costruire scelte condivise sul futuro dei beni confiscati e sulla loro restituzione alla collettività attraverso progetti a forte impatto sociale.

Da anni l’associazione è impegnata nel territorio jonico con l’obiettivo di trasformare i beni confiscati in spazi di diritti, lavoro e inclusione. In questa prospettiva, Libera Taranto sollecita l’immediata convocazione dell’Osservatorio tramite avviso pubblico, annunciando la propria partecipazione con spirito critico e autonomia, nel ruolo di soggetto di vigilanza civica.

Nel documento viene ribadita la necessità di tempi certi, atti chiari e decisioni trasparenti, sottolineando che i beni confiscati non possono restare chiusi, abbandonati o sottratti alla conoscenza pubblica. La richiesta è che diventino beni comuni, definitivamente strappati alle mafie e restituiti alla città di Taranto.

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