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19 Marzo 2025 - 15:09
BARLETTA – Un’occasione di confronto e approfondimento su un tema cruciale per la gestione dell’immigrazione. Si è tenuta ieri, 18 marzo, presso la Prefettura di Barletta-Andria-Trani, la riunione del Consiglio Territoriale dell’Immigrazione, convocata per presentare agli attori istituzionali, sociali ed economici del territorio il programma RI.VOL.ARE in RE.TE, una misura attiva su scala nazionale che punta a favorire il rimpatrio volontario assistito e il reinserimento socioeconomico nei Paesi di origine di cittadini di Stati terzi presenti in Italia.
Il progetto, attualmente operativo su tutto il territorio nazionale, è rivolto in particolare a quei migranti che, pur trovandosi in condizioni di vulnerabilità, decidano liberamente di fare ritorno nei loro Paesi d’origine. Attraverso un percorso individuale strutturato, RI.VOL.ARE in RE.TE si propone non solo di agevolare il rientro, ma anche di garantire un'effettiva reintegrazione, con un’attenzione specifica al sostegno socio-lavorativo.
Il programma è cofinanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2021-2027 e dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, ed è attuato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), in collaborazione con ANCI e con il coinvolgimento diretto degli enti territoriali.
L’incontro di Barletta ha rappresentato un passaggio strategico per sensibilizzare gli stakeholder locali, dai Comuni alle associazioni, dalle cooperative sociali ai referenti dei centri di accoglienza, sul ruolo attivo che ciascuno può svolgere nella diffusione di questa misura tra i migranti potenzialmente interessati.

Presentato il Rimpatrio Volontario Assistito nella Prefettura Bat
Il progetto prevede un insieme articolato di servizi a supporto dei beneficiari, a partire da un’attività di counselling personalizzato, che accompagna l’intero iter, dalla decisione di partire fino al ritorno e al reinserimento nel proprio Paese.
Tra le principali azioni previste:
Il programma si rivolge fino a un massimo di 2.500 migranti su scala nazionale, selezionati secondo criteri precisi e attraverso il coinvolgimento diretto dei servizi di accoglienza, degli sportelli territoriali e delle organizzazioni impegnate nel settore.
Durante l’incontro, i rappresentanti della Prefettura hanno sottolineato l’importanza di creare una rete di collaborazione territoriale, capace di identificare e orientare i potenziali beneficiari, promuovendo una gestione volontaria e dignitosa dei percorsi migratori.
«Il rimpatrio volontario assistito rappresenta una valida alternativa al rimpatrio forzato, spesso vissuto con traumi e tensioni – è stato spiegato nel corso della riunione –. Questo approccio consente invece di salvaguardare i diritti dei migranti, offrendo un’opportunità reale di ripartenza nei propri Paesi, con il supporto necessario per ricostruirsi una vita».
L’incontro ha avuto un forte valore informativo anche per favorire il raccordo operativo tra le istituzioni locali e gli organismi nazionali e internazionali coinvolti nel progetto. Le Prefetture e i Consigli Territoriali per l’Immigrazione restano centrali nel coordinamento delle politiche di accoglienza, integrazione e rimpatrio, e RI.VOL.ARE in RE.TE si inserisce in questa cornice come strumento concreto, efficiente e rispettoso della dignità umana.
Per ulteriori dettagli sul programma RI.VOL.ARE in RE.TE e per attivare il percorso di assistenza al rientro, i cittadini e gli operatori del settore possono contattare:
Ulteriori materiali informativi saranno distribuiti nei prossimi giorni presso gli sportelli territoriali per l’immigrazione, le sedi delle associazioni aderenti e i punti di contatto delle amministrazioni locali.
Il progetto RI.VOL.ARE in RE.TE, già sperimentato con successo in altri contesti europei, rappresenta un modello di cooperazione multilivello, che tiene insieme l’accoglienza e il diritto alla scelta, la tutela delle persone e il rispetto delle normative internazionali.
In un’epoca di grandi flussi migratori e trasformazioni globali, offrire percorsi legali, sicuri e umani per il rientro nei Paesi d’origine non è solo una necessità operativa, ma un atto di civiltà e responsabilità condivisa. E il territorio della BAT, con il suo sistema istituzionale e sociale sempre più attento e strutturato, si conferma pronto ad affrontare questa sfida.
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