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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Quel che mi manca" di Timoteo Lauditi & "Morriña" di Anna Ferriero

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di giovedì 23 sono:

    QUEL CHE MI MANCA di TIMOTEO LAUDITI da Roseto degli Abruzzi - TE

    Quando l’incantesimo si scioglierà
    – perché ne saremo pur affrancati –
    quando come la pioggia in rigagnoli
    la gente per le vie si riverserà
    quel che mi manca per certo io farò:
    affondare il corpo tra le tue braccia.

    Ti verrò incontro a mezza via; sarà
    a ogni passo un battito di cuore
    e lo spazio tra noi due sublimerà
    nel più evidente gesto d’amore.

    L’attesa che or mi tiene in ansia
    in quell’eterno abbraccio morirà
    perché di abbracci io vivrò
    nel tepore delle mie amicizie.

    RECENSIONE

    C’è un senso di sospensione che attraversa questi versi, una tensione che cerca la liberazione. Il testo abita il confine sottile tra l’isolamento e il ritorno, descrivendo un desiderio fisico e collettivo. L’atmosfera è carica di un’elettricità dolce, come l’aria che si respira prima che torni finalmente la luce.

    Il ritmo asseconda la spinta verso l’altro, accelerando il passo. L’immagine della folla che scorre come pioggia suggerisce un moto naturale. Nel verso "affondare il corpo tra le tue braccia" si sente un bisogno che si fa urgenza muscolare, un contatto cercato con forza.

    La voce di Timoteo Lauditi si muove con una pulizia che evita ogni eccesso. La sua scrittura punta al sodo, trasformando l'ansia in una forza che accorcia le distanze. È una poetica della presenza, dove l'astratto cede il passo al calore umano e la solitudine viene vinta.

    Il senso risiede nella capacità di trasformare la crisi in rinascita. Non è solo un desiderio, ma una guarigione che passa dai legami intimi. Quell'abbraccio finale diventa il simbolo di una stabilità ritrovata, un porto sicuro dove la vita riprende a scorrere veloce.

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    MORRIÑA di ANNA FERRIERO da Torre del Greco - NA

    Attraverso la mattina
    respiro
    sensazioni ancora in letargo
    dal profumo di bacca di cacao
    che
    ancora non matura
    riflette il primo sguardo.
    Tepore invernale.
    Appunto un verso timido e un po' intontito
    quasi innamorato
    per ricamare con i lontani ricordi
    quel profumo di mattina
    che ricorda le rose appena colte
    che sembrano ammirare
    le mattine d'inverno
    che non invecchiano facilmente

    RECENSIONE

    C’è una luce che filtra tra le pieghe di un risveglio lento, dove il tempo sembra fermarsi. La scena è dominata da una sensazione olfattiva che trasforma l’aria fredda in un nido accogliente. Si avverte il pensiero che emerge piano dal sonno, cercando una forma per non svanire nel vuoto.

    L’intenzione del testo di Anna Ferriero è fermare l’attimo prima che la giornata diventi rumore. L’autrice si muove tra i profumi e il gelo con una grazia che trasforma il quotidiano in un rito. Non c’è fretta, ma solo il desiderio di trattenere un’emozione che scivola via tra le dita.

    Lo sviluppo rivela una tensione verso le cose minime, come un fiore o una spezia. Le immagini si sovrappongono, creando un ricamo di memorie che scaldano la stagione dura. La struttura asseconda questo respiro, lasciando che le parole si depositino sulla pagina con estrema semplicità.

    La scrittura cerca di "ricamare con i lontani ricordi" una visione che sfida gli anni, sospesa in un tempo senza declino. È una cura per l’anima che trova nel profumo delle rose la forza per guardare fuori senza tremare. Resta un istante che si dilata come un riparo sicuro e profondo.

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