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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Dimenticarsi" di Giacomo Cardella & "Livello omega" di Francesca Greco

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di martedì 31 sono:

    DIMENTICARSI di GIACOMO CARDELLA da Palermo

    Quel desiderio d'attrarsi
    per poi dimenticarsi;
    reso edotta la nazione
    di uno strano senso
    di ribellione.
    Adesso filtro dallo specchio:
    no, non ne sono il riflesso.
    Sto fermo, disteso,
    ad una velocità sottesa,
    in una incredibile resa,
    in un inconfondibile viaggio;
    non so, forse, miraggio
    di quella stessa discesa
    di rocce e seta.
    E ripiombo giù,
    sigaretta accesa
    e mani legate
    ad un destino non mio,
    di declino e rive;
    un gioco di nervi,
    da umili servi,
    ad una dignità appesa
    alla solita discesa.
    La strada asfaltata
    è condotta a me;
    mi rialzo,
    compongo un semplice
    sorriso.
    Neanche a dirlo, tutti visi.
    Allora forse è giusta
    la solitudine piena,
    in fase di ipomania,
    per poi concedersi
    un ulteriore addio.

    RECENSIONE

    Il testo mette a nudo una tensione psicologica che oscilla tra il desiderio di fuggire e la necessità di affrontare la propria immagine allo specchio. L'atmosfera è quella di una ricerca inquieta, dove l'io si sente estraneo ai propri gesti e alle strade che percorre, vivendo una sorta di distacco dalla realtà che trasforma ogni movimento in un miraggio sospeso tra la morbidezza della seta e la durezza delle rocce.

    L’andamento dei versi è rapido e nervoso, riflettendo lo stato d'animo di chi si sente prigioniero di un destino che non gli appartiene del tutto. Il ritmo segue le accelerazioni e le cadute di un pensiero che non trova pace, passando dalla velocità di un viaggio mentale alla pesantezza di una sigaretta accesa in un momento di resa, creando una musica di parole che sembra sempre sul punto di spezzarsi.

    In questo scenario di dubbi e riflessi, Giacomo Cardella osserva la propria condizione e scrive: “ad una dignità appesa / alla solita discesa”. Il poeta descrive la fatica di ricomporre un sorriso davanti agli altri, mostrando come dietro una facciata di normalità si nasconda spesso un conflitto profondo tra l'esigenza di ribellarsi e la rassegnazione a un declino che sembra inevitabile.

    La visione finale ci porta verso una solitudine che non è solo vuoto, ma una scelta consapevole per proteggersi dal rumore esterno. È un momento di stasi dove ci si prepara a un nuovo addio, accettando la propria fragilità come una parte necessaria di un percorso tortuoso, dove l'unica certezza rimane la strada asfaltata che ci riporta, passo dopo passo, verso noi stessi.

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    LIVELLO OMEGA di FRANCESCA GRECO da Metaponto - MT

    Lo sguardo
    che riduce l'esistenza
    a desiderio di essere guardati,
    tanto per il medico quanto per il mendicante.
    Siamo tutti bambini dimenticati
    in cerca di linfa come alberi:
    sospesi respiri
    di fiori sbocciati,
    di radici possenti,
    destini spezzati.
    Essere umano,
    sei polvere che si innamora,
    l'immaginazione in una notte buia,
    Morgana libera da catene,
    Ulisse che dorme nel suo mare.
    Itaca o deserto, cosa importa?
    La fine è uguale per tutti,
    ma l'universo aspetta di danzare questa melodia
    anche oltre la morte.
    È la forza dell'amore
    ad uccidere il buco nero che inghiotte.

    Buon viaggio anime antiche,
    cuori generosi e streghe,
    uomini d'affari e poveri,
    artisti e ignavi;
    in un'altra vita ci sveglieremo
    su una collina,
    felici e uguali,
    con la stessa sofferenza
    invisibile e impetuosa
    che muove noi e le nostre ossa.
    Siamo più di una carcassa,
    siamo agitazione e pianto,
    il profumo di rose in un soffio di vento.

    RECENSIONE

    Il testo esplora la condizione umana come un costante bisogno di riconoscimento, unificando le diverse classi sociali sotto lo stesso desiderio di amore e attenzione. L'atmosfera è quella di una preghiera laica che abbraccia ogni tipo di esistenza, dai potenti ai dimenticati, ricordando che siamo tutti mossi dalla stessa sete di vita e dalla stessa fragilità di fronte al passare inesorabile del tempo e del destino.

    Le immagini spaziano dal mito alla realtà quotidiana, descrivendo l’uomo come “polvere che si innamora” o come un Ulisse che riposa nel suo mare. Il ritmo è fluido e solenne, capace di trasportare chi legge verso una riflessione che supera i confini materiali del corpo per toccare l'energia dell'universo, mostrando come ogni respiro sia parte di una melodia che non si ferma nemmeno davanti al buio più profondo.

    La voce di Francesca Greco si rivolge direttamente alle anime in cammino, esortandole a riconoscere la propria grandezza spirituale. Lo stile è appassionato e inclusivo, offrendo un augurio di viaggio a figure diverse che condividono la stessa sofferenza invisibile, ricordando che oltre alla materia fisica esiste una spinta vitale fatta di immaginazione e di sogni capaci di spezzare ogni tipo di catena.

    La chiusura si apre su una speranza di rinascita e uguaglianza, dove le differenze terrene svaniscono per lasciare il posto a una felicità ritrovata su una collina ideale. È un invito a non considerarsi semplici corpi destinati alla fine, ma esseri fatti di profumo e vento, capaci di sconfiggere il vuoto grazie alla tenacia dei propri sentimenti e alla forza di un amore che muove le ossa e riscalda lo spirito.

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