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CONTROVERSO
20 Marzo 2026 - 06:01
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
I COLORI DELL'ANIMA di NATALINA ODORICO da Udine
C’è un blu che abita il silenzio,
profondo come il mare dei pensieri,
dove le parole si sciolgono
in gocce di verità.
C’è un rosso che arde nei battiti,
fuoco che danza tra desideri e sogni,
che accende la vita
anche nei giorni più spenti.
C’è un verde che cresce lento,
come speranza tra le crepe,
foglia che non teme il vento
né l’inverno del cuore.
C’è un giallo che ride nel mattino,
profumo di sole e leggerezza,
il colore dei ricordi
che sanno ancora di futuro.
E poi c’è il bianco,
che non è vuoto ma respiro:
lo spazio dove tutto si ricompone,
dove ogni colore diventa uno,
e l’anima finalmente si riconosce.
RECENSIONE
L’immagine che attraversa questi versi è quella di un viaggio interiore fatto di colori. Ogni emozione prende una forma precisa, come se l’anima potesse raccontarsi attraverso sfumature diverse. L’atmosfera è calma e luminosa, con una sensazione di equilibrio che cresce passo dopo passo.
Dentro questo percorso si riconosce la voce di Natalina Odorico, che usa i colori per dare forma ai sentimenti. Il testo si muove come una piccola mappa emotiva, dove ogni tonalità rappresenta uno stato d’animo e contribuisce a costruire un insieme armonico.
Il ritmo è semplice e regolare, accompagnato da immagini chiare e immediate: il blu del silenzio, il rosso del desiderio, il verde della speranza. Tutto scorre con naturalezza, senza forzature, come un pensiero che si apre lentamente e si lascia seguire.
Questo si coglie bene nei versi “C’è un blu che abita il silenzio” e “C’è un verde che cresce lento”, dove ogni colore diventa esperienza concreta. Alla fine, nel bianco che “non è vuoto ma respiro”, si raccoglie il senso del testo: uno spazio in cui tutto si unisce e trova una forma più completa.
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UNA VITA IN VALIGIA di ANTONELLA LA MATTINA da Vittoria - RG
Ho messo il coraggio tra le pieghe
e la paura in fondo,
dove può tremare senza farsi vedere.
Ogni partenza ora ha il suono
di una porta che si apre,
non più di qualcosa che si rompe.
Dentro questa valigia
non trasporto soltanto ciò che è stato,
ma ciò che sto diventando.
Ci sono sogni ancora stropicciati,
ma vivi, e speranze che non chiedono più permesso.
Ho imparato a partire
non per mancanza,
ma per desiderio.
A muovermi non perché spinta,
ma perché chiamata.
Le città non mi consumano,
mi accendono.
I volti non mi attraversano soltanto,
mi lasciano segni di luce,
brevi, profondi, necessari.
Una vita in valigia
è fidarmi del mio passo,
è sapere che so ricominciare,
anche quando la mappa trema tra le mani.
Non porto più solo resistenza,
porto possibilità.
Non solo cicatrici,
ma prove di guarigione, e
se domani ripartirò,
non sarà per fuggire,
ma per incontrarmi ancora
in una versione nuova di me.
Una vita in valigia
non è precarietà:
è movimento,
è spazio che si crea,
è futuro che mi aspetta
con le braccia aperte.
RECENSIONE
Il testo di Antonello La Mattina racconta un cambiamento profondo, dove partire non è più fuga ma scelta consapevole. La valigia diventa simbolo di un percorso interiore, un luogo in cui si raccolgono non solo ricordi ma anche possibilità nuove. L’atmosfera è aperta, fiduciosa, attraversata da un senso di crescita.
“Ho messo il coraggio tra le pieghe / e la paura in fondo” dà subito l’idea di un equilibrio conquistato. Le immagini sono semplici ma efficaci: la valigia, la porta che si apre, la mappa che trema. Il ritmo è fluido, accompagnato da frasi che scorrono con naturalezza e seguono il movimento del viaggio.
La scrittura punta su un linguaggio diretto, fatto di contrasti chiari: paura e coraggio, resistenza e possibilità, cicatrici e guarigione. Tutto contribuisce a costruire un percorso che va dalla fragilità alla consapevolezza, senza forzature.
Resta alla fine una sensazione di apertura, come se ogni partenza fosse anche un incontro. Il viaggio non è più qualcosa da temere, ma uno spazio in cui riconoscersi, passo dopo passo, in una forma sempre nuova.
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Testata: Buonasera
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