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CONTROVERSO

Poesia del Giorno

"Il faggio" di Margherita Bonfrate & "Mi cerchi con l'ansia negli occhi" di Emilio La Greca Romano

Poesia del Giorno

La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.

Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.

L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.

Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.

Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:

  1. seguire le pagine social ufficiali di Buonasera24 su Facebook e Instagram;
  2. inviare all’indirizzo controverso2019@gmail.com una poesia che non superi i 30 versi indicando nome, cognome, luogo di residenza e dichiarando nel testo la paternità dell’opera.

Le poesie di lunedì 9 sono:

    IL FAGGIO di MARGHERITA BONFRATE da Taranto

    Ti osservo nel tuo tremore
    come ti fai accarezzare dal vento,
    il tuo amoreggiare rapisce il mio
    pensiero pronto a rigenerarsi lì
    dove il mondo con i suoi colori
    vibra anche per me.
    Tu, caro faggio, sei avanti a tutti,
    libero nella natura che ti ha generato,
    mentre io sono nato con le ali ai piedi:
    posso volare libero solo col pensiero
    in questo mondo… i nemici
    sono pronti a farmi schiavo.
    Legato a pregiudizi nessuno potrà
    darmi il giusto pane.
    Io, che amo la libertà, mi confondo
    nello smarrimento senza trovarla
    nella caotica incertezza del domani…
    Tu, che sei lì, piantato, fiero nella tua postura,
    non perdi mai occasione
    a insegnarmi a camminare sulla strada maestra
    dove alla fine potrei abbracciare la libertà
    tanto sognata.

    RECENSIONE

    Il testo nasce da un confronto silenzioso tra l’uomo e la natura. Da una parte c’è lo sguardo inquieto di chi cerca la libertà, dall’altra la calma presenza dell’albero, fermo e saldo nel suo spazio. L’atmosfera è meditativa, quasi confidenziale, come se il poeta trovasse nel faggio un interlocutore capace di ascoltare e di insegnare.

    “Ti osservo nel tuo tremore / come ti fai accarezzare dal vento” apre un’immagine delicata e viva. Il movimento delle foglie diventa simbolo di una libertà semplice e naturale, mentre il pensiero dell’uomo si muove tra desiderio e smarrimento. Le immagini sono chiare e concrete, e il ritmo dei versi procede con calma, come un dialogo interiore che prende forma passo dopo passo.

    Margherita Bonfrate costruisce questo incontro trasformando il faggio in una presenza quasi guida. L’albero non parla, ma la sua fermezza suggerisce una direzione, come quando il poeta riconosce in lui una lezione silenziosa sul modo di stare al mondo.

    Resta l’idea che la libertà non sia sempre nel volo, ma anche nella capacità di restare saldi. In mezzo alle incertezze e ai pregiudizi che limitano l’uomo, la natura continua a indicare una strada semplice, quella che porta a ritrovare un equilibrio più autentico.

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    MI CERCHI CON L'ANSIA NEGLI OCCHI di EMILIO LA GRECA ROMANO da Castrovillari - CS

    Mi cerchi con l'ansia negli occhi,
    come rara, spianata bellezza cuore,
    ritorno di schiusa luce, calda di meridie,
    giorno non vinto, bacio di sole;
    bacio di chiarore su tende immacolate,
    consegnate alla morbida carezza del vento.
    Mi cerchi con l'ansia negli occhi
    nel porto mesto di nuova primavera,
    ove sostano nostre ali e radici,
    il canto sano d'allegre sere,
    le gravide notti di luna
    che attendono vagiti di mattini.
    Mi cerchi con l'ansia negli occhi,
    come suono d'alba che arriva,
    come rotta di poesia d'amore
    e svela sospese parole nude.

    RECENSIONE

    L’atmosfera del testo è luminosa ma inquieta allo stesso tempo. C’è un movimento continuo di ricerca, come se lo sguardo dell’altro cercasse qualcosa che non vuole perdersi. La ripetizione dell’immagine iniziale crea subito una tensione emotiva fatta di attesa, desiderio e bisogno di riconoscersi.

    Il ritmo è ampio e musicale, sostenuto da immagini luminose e naturali: il bacio del sole, le tende mosse dal vento, la primavera che torna. I versi scorrono con un andamento morbido, quasi cantato, e l’uso delle ripetizioni rafforza la sensazione di un richiamo che ritorna, come un’eco affettuosa.

    Emilio La Greca Romano costruisce questa atmosfera con immagini come “bacio di sole” e “suono d’alba che arriva”, dove la luce diventa simbolo di incontro e rinascita. La sua scrittura è ricca ma limpida, capace di unire sentimento e paesaggio in una dimensione quasi sospesa tra sogno e realtà.

    Resta la sensazione di una presenza che continua a cercare e a chiamare. Tra il vento, la luna e le prime luci del mattino, le parole sembrano aprirsi lentamente, come se l’amore fosse proprio quel gesto paziente di ritrovarsi ogni volta nello sguardo dell’altro.

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