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CONTROVERSO
06 Marzo 2026 - 06:00
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
DISPERSI di MAHA NOROUZI da Firenze
Dispiacere regni in me,
parole soffocano dalla tua scomparsa.
Profondamente mi segna lo strazio
per la speranza che ci abbandona.
Non lascia spazio se non
alle lacrime senza respiro.
Smarrito verso l’eterno,
nascondi tutto l’universo
dietro al silenzio.
Perisce il cuore in tumulto
senza averti a fianco.
E così come la rugiada
svanisce al sole,
ovunque sei io sarò.
RECENSIONE
Il centro di questi versi è il dolore della perdita. Tutto si muove dentro una tristezza quieta, dove le parole sembrano uscire con fatica e il silenzio pesa più di qualsiasi discorso. L’atmosfera è intima e raccolta, segnata da un vuoto che resta e da un sentimento che non riesce a trovare consolazione.
“Dispiacere regni in me” e “alle lacrime senza respiro” esprimono con chiarezza questa sofferenza trattenuta. Le immagini sono semplici ma efficaci: il silenzio che nasconde, l’universo chiuso dietro l’assenza, la rugiada che svanisce al sole. Il ritmo dei versi è lento e lineare, quasi come un respiro affaticato che accompagna il pensiero.
Maha Norouzi sceglie una scrittura diretta, senza complicazioni, lasciando che sia soprattutto il sentimento a guidare il testo. La sua voce resta sincera e immediata, e proprio questa semplicità permette al dolore di arrivare al lettore senza filtri.
Rimane l’idea di un legame che non si spezza del tutto. Anche quando la presenza si perde nel silenzio e nella distanza, il ricordo continua a camminare accanto a chi resta, come una traccia lieve che il tempo non riesce a cancellare.
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LE PAROLE CHE VORREI DIRTI di CLAUDIO BURELLI da Genova
Il tempo scorre e muta ogni contorno,
mentre il silenzio scava nel mio petto;
con te cercavo l'alba di un gran giorno,
ma resta solo un attimo imperfetto.
Avrei voluto dirti ciò che tace,
tra le pieghe di un’ombra ormai lontana,
trovare insieme un angolo di pace
dentro ad una speranza adesso vana.
Le strade si son fatte rami sparsi,
divise da un destino senza cuore;
non resta che nel pianto abbandonarsi,
a vivere in un'eco di dolore.
Eppure il filo ancora non si spezza,
anche se il buio stringe la sua morsa;
mi resta sulla pelle una carezza,
ricordo di quell'era già trascorsa.
Il vuoto che hai lasciato è un mare fondo,
ma il tuo ricordo illumina il mio mondo.
RECENSIONE
In questi versi di Claudio Burelli prende forma un sentimento di mancanza che resta vivo anche quando il tempo è passato. Il cuore del testo è proprio questo spazio vuoto lasciato da qualcuno che non c’è più accanto, un’assenza che continua però a parlare dentro la memoria.
Il ritmo è regolare e scorrevole, sostenuto dalle rime che accompagnano la lettura con naturalezza. Le immagini sono chiare e comprensibili: le strade che diventano rami sparsi, il mare profondo del vuoto, la carezza rimasta sulla pelle. Tutto procede con un passo calmo, quasi meditato.
L'autore affida il senso più forte del testo a immagini semplici ma efficaci quando scrive “Il tempo scorre e muta ogni contorno” e più avanti “Il vuoto che hai lasciato è un mare fondo”. Il ricordo diventa così una presenza discreta che resta accanto, anche quando la vita ha preso direzioni diverse.
Alla fine resta una luce tenue, come qualcosa che non vuole spegnersi del tutto. Non cancella il dolore, ma lo rende più sopportabile, lasciando nel cuore una traccia calda, simile a una carezza che continua a vivere nel tempo.
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Testata: Buonasera
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