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CONTROVERSO
04 Marzo 2026 - 06:01
La rubrica controVerso, dedicata alla poesia, propone dal lunedì al venerdì lo spazio Poesia del Giorno, un appuntamento quotidiano che ospita due poesie.
Il progetto nasce con l’obiettivo di dare voce alla fantasia, ai versi e alle suggestioni che prendono forma dagli stati d’animo e dalle esperienze degli autori, offrendo uno spazio di condivisione e valorizzazione della scrittura poetica contemporanea.
L’iniziativa si fonda su uno spirito culturale aperto e inclusivo, non prevede alcun costo per i partecipanti e offre agli autori l’opportunità di far conoscere la propria voce poetica a un ampio pubblico di lettori.
Ogni giorno due poesie tra quelle ritenute più significative dal curatore della rubrica, Gian Carlo Lisi, vengono pubblicate e recensite esclusivamente sulle pagine online del quotidiano.
Chi desidera vedere un proprio componimento poetico pubblicato sulle pagine della testata dovrà:
SORRIDERE NEL CAOS di MARISA TOSCANO da Mistretta - ME
Sorridi al cielo privo di stelle,
al mondo che si muove al contrario,
si aprirà uno squarcio tra crepe
e domani rivivrai sogni fantastici.
Sorridi al dolore che resiste,
ma sfidalo, nulla è per sempre!
Il cuore batte giorno e notte
quando ama e nei giorni difficili.
Troverai bellezza ovunque,
in un fiore che cresce tra mura di rudere,
in mani che si stringono
mentre tutto crolla, ma tu resisti.
Sorridi, di un sorriso ribelle,
sfida il mondo incendiando i silenzi
quando i venti soffiano contro,
sorridi al tempo che verrà.
RECENSIONE
Il centro di questi versi è un invito ostinato alla fiducia, anche quando tutto sembra incrinarsi. Il caos non viene negato, anzi è riconosciuto in pieno, ma affrontato con un gesto semplice e potente: sorridere. L’atmosfera alterna durezza e slancio, crepe e spiragli, come se la luce potesse filtrare proprio nei punti più fragili.
“Sorridi al cielo privo di stelle, / al mondo che si muove al contrario”: l’imperativo dà ritmo e forza al testo, trasformando l’esortazione in una sorta di mantra. Le immagini sono dirette, concrete - il fiore tra le mura di rudere, le mani che si stringono mentre tutto crolla - e costruiscono un percorso che passa dal dolore alla resistenza. La ripetizione del verbo iniziale scandisce i versi come un battito costante.
Marisa Toscano sceglie una voce chiara, accessibile, che punta sull’energia delle parole più che su artifici complessi. Lo stile è lineare ma sostenuto da contrasti netti: caos e sogno, vento contrario e sorriso ribelle. La figura dell’ossimoro, insieme all’insistenza sull’azione, rende il messaggio dinamico e coinvolgente.
Alla fine resta una sensazione di movimento in avanti, come se quel sorriso non fosse un gesto ingenuo ma una forma di sfida silenziosa. In mezzo al rumore e alle cadute, l’idea che qualcosa possa ancora fiorire diventa un atto di coraggio quotidiano.
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OLTRE IL BUIO di DOMENICO GIORDANO da Cercola - NA
Quando la notte si stende silente
e il vento racconta storie di ieri,
un lume fioco brilla nel niente,
accende sogni, spegne pensieri.
Ogni tempesta conosce un domani,
ogni ferita il tempo la cuce,
anche se oggi cammini pian piano,
vedrai che il sole tornerà in luce.
Non c'è sentiero che resti in ombra,
non c’è inverno che duri in eterno,
la vita è un’onda che torna e rimbomba,
un nuovo inizio, un soffio leggero.
Se il cuore trema, non avere paura,
anche il più fragile può risorgere,
la forza è un seme che cresce e matura
e trasforma il dolore in un fiore.
Credi nel giorno che nasce sereno,
credi nel cielo che apre le braccia,
perché la speranza è un faro lontano
che guida l’anima anche se tace.
RECENSIONE
Domenico Giordano costruisce questo testo attorno a un tremore che non diventa resa. C’è buio, c’è lentezza, c’è fatica, ma dentro tutto questo si muove una fiducia ostinata. La notte non è negata: è attraversata, e proprio nel momento più silenzioso comincia a insinuarsi un’idea di ritorno.
Il ritmo è regolare, quasi cantabile, sostenuto da rime che danno equilibrio e continuità. Le immagini sono limpide e immediate: il lume, l’onda, il seme. Questa struttura lineare accompagna il lettore come un passo paziente, coerente con il messaggio di resistenza che attraversa l’intero testo.
Quando scrive “Ogni tempesta conosce un domani” e “la vita è un’onda che torna e rimbomba”, l’autore affida alla natura il compito di rendere concreta la speranza. Le metafore sono accessibili ma simboliche, e la ripetizione di costruzioni simili rafforza l’idea di ciclicità, di un tempo che ricuce e restituisce.
Resta una luce piccola ma costante, simile a quel lume che brilla nel niente. Non abbaglia né impone certezze, però rimane accesa, e in quel punto fermo nel buio si raccoglie tutta la possibilità di un nuovo giorno.
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Testata: Buonasera
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